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Scambio sul Posto 2026: Chiuso ai Nuovi Impianti, Cosa Fare Ora

Immagine creata con l'IA

Lo scambio sul posto è chiuso ai nuovi impianti: il GSE ha accettato le domande solo fino al 26 settembre 2025 e solo per impianti entrati in esercizio entro il 29 maggio 2025 (ARERA, 2025). Chi installa oggi vende le eccedenze con il ritiro dedicato, che nel 2026 garantisce al fotovoltaico un prezzo minimo di 47,5 €/MWh fino a 1,5 milioni di kWh annui (GSE, 2026), e fa i conti soprattutto sull'autoconsumo.

Questa guida chiarisce cosa è cambiato, cosa succede ai contratti ancora attivi e come ragionare sul conto economico di un impianto senza SSP. Per la formula del contributo in conto scambio e per gli esempi di calcolo, trovi il dettaglio nella guida al meccanismo dello scambio sul posto GSE.

In sintesi

  • Nuove richieste: chiuse dal 26 settembre 2025, valide solo per impianti in esercizio entro il 29 maggio 2025 (ARERA, 2025).
  • Contratti attivi: proseguono fino alla scadenza naturale e non si rinnovano (QualEnergia, 2025).
  • Ritiro dedicato 2026: prezzo minimo garantito di 47,5 €/MWh per il fotovoltaico, pagamento mensile con due mesi di ritardo (GSE, 2026).
  • Autoconsumo: un kWh consumato in casa evita un prezzo di riferimento di 43,43 c€/kWh per i clienti vulnerabili da ottobre 2026, contro 4,75 c€/kWh del prezzo minimo garantito (ARERA, 2026).
  • Detrazione 2026: 50% sull'abitazione principale e 36% negli altri casi, su un massimo di 96.000 € (Edilizia.com, 2026).

Si può ancora attivare lo scambio sul posto nel 2026?

No. Con la delibera 213/2025/R/efr, adottata il 27 maggio 2025, ARERA ha confermato il 26 settembre 2025 come ultima data per presentare al GSE la domanda di accesso allo scambio sul posto (ARERA, 2025). La richiesta valeva solo per impianti in esercizio entro il 29 maggio 2025 (QualEnergia, 2025).

La scadenza discende dall'articolo 9, comma 2 del D.Lgs. 199/2021, richiamato da ARERA nella stessa delibera. Per gli impianti nuovi, dal 30 maggio 2025 il modello unico GSE (fotovoltaico fino a 200 kW) chiede al proponente di scegliere tra ritiro dedicato e cessione al mercato, purché l'impianto sia realizzato presso un cliente finale con un punto di prelievo attivo (QualEnergia, 2025).

Il GSE precisa che il ritiro dedicato non è compatibile con lo scambio sul posto (GSE, 2026): un impianto passa da un regime all'altro, non li combina.

Cosa succede ai contratti di scambio sul posto già attivi?

Le convenzioni già attive restano valide fino alla scadenza naturale, ma non possono essere rinnovate (QualEnergia, 2025). Dal 31 dicembre 2024, con la delibera 457/2024/R/efr, non si rinnovano oltre i 15 anni dalla prima sottoscrizione (Infobuildenergia, 2025): chi aveva già raggiunto quel limite è passato al ritiro dedicato.

Per chi ha ancora una convenzione, il GSE paga acconti semestrali (a giugno e a novembre) e il conguaglio entro il 30 giugno dell'anno successivo. Dal 2015 gli impianti con convenzione attiva versano al GSE un corrispettivo di gestione, da cui sono esclusi quelli fino a 3 kW (GSE, 2026).

Il termine per liquidare le eccedenze maturate fino alla chiusura delle convenzioni terminate era il 30 giugno 2025 (Infobuildenergia, 2025). Se non sei sicuro dello stato della tua convenzione, controllalo nell'area riservata del portale GSE.

Le date dello scambio sul posto: cronologia dell'uscita

Il percorso di uscita è stato graduale e si è chiuso in meno di un anno, dalla delibera 457/2024 al termine per le domande. Le sette date che contano per capire la tua situazione vanno da novembre 2024 a settembre 2025 e sono elencate qui sotto in ordine cronologico.

  • Novembre 2024: la delibera 457/2024/R/efr avvia l'uscita graduale dal regime (Infobuildenergia, 2025).
  • 31 dicembre 2024: stop al rinnovo delle convenzioni oltre i 15 anni (Infobuildenergia, 2025).
  • 1° gennaio 2025: per chi aveva raggiunto i 15 anni, il GSE attiva in automatico il ritiro dedicato (QualEnergia, 2025).
  • 29 maggio 2025: ultima data utile di entrata in esercizio per chiedere lo SSP, secondo la delibera 78/2025/R/efr (Infobuildenergia, 2025).
  • 30 maggio 2025: ARERA pubblica la delibera 213/2025/R/efr e parte il modello unico GSE (ARERA, 2025).
  • 30 giugno 2025: termine per il pagamento delle eccedenze maturate fino alla chiusura delle convenzioni terminate (Infobuildenergia, 2025).
  • 26 settembre 2025: ultimo giorno per presentare la domanda di accesso (ARERA, 2025).

Scambio sul posto e ritiro dedicato: le differenze

Lo scambio sul posto compensava l'energia immessa con quella prelevata e riconosceva un contributo in conto scambio. Il ritiro dedicato è invece una vendita: il GSE paga l'energia immessa in rete, senza compensarla con i prelievi (QualEnergia, 2025). Per tariffe e domanda lato installatore c'è la guida al ritiro dedicato GSE.

  • Meccanismo: lo SSP compensa immissioni e prelievi, il ritiro dedicato remunera solo le immissioni.
  • Accesso nel 2026: lo SSP è chiuso ai nuovi impianti, il ritiro dedicato è aperto.
  • Pagamenti: lo SSP prevedeva acconti a giugno e novembre e conguaglio entro il 30 giugno (GSE, 2026); il ritiro dedicato paga ogni mese, due mesi dopo il mese di riferimento (GSE, 2026).
  • Prezzo: nello SSP un contributo in conto scambio, nel ritiro dedicato il prezzo minimo garantito oppure il prezzo zonale orario.
  • Soglie di pagamento: nel ritiro dedicato gli importi sotto 15 € restano in sospeso fino a raggiungere la soglia (GSE, 2026).
  • Compatibilità: i due regimi non si possono usare insieme sullo stesso impianto (GSE, 2026).

Quanto paga il ritiro dedicato nel 2026?

Per il fotovoltaico non incentivato fino a 1 MW si può scegliere il prezzo minimo garantito, che nel 2026 è 47,5 €/MWh (4,75 c€/kWh) fino a 1.500.000 kWh annui (GSE, 2026). Il prezzo zonale orario medio è stato 12,8 c€/kWh nel primo trimestre 2026 e 11,5 c€/kWh nel 2025 (GSE, 2026).

Se il prezzo zonale orario supera il minimo garantito, un conguaglio di fine anno riconosce la differenza (GSE, 2026). Secondo Infobuildenergia, il minimo garantito tende a convenire agli impianti che producono molto più di quanto consumano, mentre il prezzo zonale orario premia chi immette nelle ore più care (Infobuildenergia, 2025).

Un esempio di calcolo, con numeri ipotetici: un impianto che immette 3.000 kWh in un anno al prezzo minimo garantito incassa 3.000 × 0,0475 = 142,50 €. Il prezzo zonale medio del trimestre non coincide con quello delle ore di sole, quindi non va usato per stimare la vendita dei kWh fotovoltaici.

Conviene ancora il fotovoltaico senza scambio sul posto?

Sì, ma il conto economico si regge sull'autoconsumo, non sulla vendita. Nel 2024 gli impianti italiani hanno autoconsumato 10.701 GWh, il 30,2% della produzione netta (GSE, 2025), e per i clienti vulnerabili il prezzo di riferimento dell'elettricità è salito a 43,43 c€/kWh dal 1° ottobre 2026 (ARERA, 2026).

Il confronto di ordine di grandezza è netto: 3.000 kWh autoconsumati invece che immessi valgono 3.000 × 0,4343 = 1.302,90 € di acquisto evitato, contro i 142,50 € del prezzo minimo garantito. Il prezzo di riferimento dei vulnerabili è usato qui solo come scala; la tua bolletta dipende dal contratto.

Il mercato si sta già muovendo in questa direzione. A fine 2025 il fotovoltaico italiano contava 43.513 MW in 2.092.088 impianti (QualEnergia, dati Terna, 2026) e a giugno 2026 cumulava 46.606 MW, mentre il residenziale fino a 20 kW è calato a 556 MW nel primo semestre, circa il 23% in meno su base annua (Italia Solare, 2026). Nello stesso periodo sono stati installati 60.068 accumuli associati al fotovoltaico, per 914 MWh (Italia Solare, 2026).

Sul fronte fiscale, nel 2026 la detrazione è del 50% se la spesa riguarda l'abitazione principale del proprietario o del titolare di diritto reale e del 36% negli altri casi, su un massimo di 96.000 € per unità, in dieci quote annuali. La batteria rientra se collegata a un impianto agevolabile (Edilizia.com, 2026). Per dimensionare l'accumulo, vedi la guida all'impianto fotovoltaico con accumulo, e per orientare i consumi la pagina sulle fasce orarie F1, F2 e F3.

Una comunità energetica può sostituire lo scambio sul posto?

Può affiancarlo come alternativa, ma non lo sostituisce uno a uno. Le CER sono una delle opzioni indicate per gli impianti entrati in esercizio dopo il 29 maggio 2025 (QualEnergia, 2025): premiano l'energia condivisa tra più utenti con tariffa incentivante per 20 anni, mentre lo SSP compensava l'energia immessa e prelevata dallo stesso utente (Infobuildenergia, 2026).

Gli ultimi dati GSE contano 3.630 configurazioni in esercizio al 30 giugno 2026, per 302,9 MW e 37.821 clienti. L'accesso alla tariffa del DM 414/2023 scade il 31 dicembre 2027 e le associazioni ne chiedono la proroga al 2030 (Infobuildenergia, 2026). Per requisiti e funzionamento leggi la guida alle comunità energetiche rinnovabili.

Come impostare un impianto nuovo senza scambio sul posto: i passaggi

Un impianto nuovo si imposta in tre mosse: dimensionare per l'autoconsumo, scegliere come valorizzare le eccedenze nel modello unico GSE e valutare accumulo e CER. Il ritiro dedicato resta aperto agli impianti rinnovabili sotto i 10 MVA (GSE, 2026), quindi la vendita delle eccedenze è sempre disponibile.

  • Stima i consumi orari: confronta la curva di consumo con la produzione prevista e individua quanta energia finirebbe in rete.
  • Scegli il regime per le eccedenze: ritiro dedicato con prezzo minimo garantito o prezzo zonale orario, indicato nel modello unico GSE per gli impianti fino a 200 kW (QualEnergia, 2025).
  • Valuta l'accumulo: una batteria sposta consumi dalla rete e riduce le immissioni vendute a 4,75 c€/kWh.
  • Considera una CER: se nell'area esiste una configurazione, verifica requisiti e tempi prima di dimensionare.
  • Controlla la detrazione: conserva fatture e bonifici secondo le regole del bonus ristrutturazioni.

Per capire come funzionava il vecchio regime e perché il confronto con il presente è utile, la guida al meccanismo dello scambio sul posto GSE mostra formula ed esempio numerico, mentre la pagina sull'autoconsumo fotovoltaico spiega come aumentarlo.

Domande frequenti sullo scambio sul posto

Lo scambio sul posto esiste ancora?

Esiste solo per le convenzioni già attive, fino alla loro scadenza naturale. Le nuove richieste sono chiuse dal 26 settembre 2025 e riguardavano solo impianti in esercizio entro il 29 maggio 2025 (ARERA, 2025).

Devo fare qualcosa se ho una convenzione SSP attiva?

Non c'è un adempimento unico: la convenzione prosegue fino alla scadenza e non si rinnova. Conviene verificare sul portale GSE acconti, conguaglio e corrispettivo di gestione (GSE, 2026).

Meglio il prezzo minimo garantito o il prezzo zonale orario?

Dipende dal profilo di immissione. Il minimo garantito (47,5 €/MWh per il fotovoltaico nel 2026) tutela chi immette molto (GSE, 2026); con il conguaglio di fine anno si incassa comunque la differenza se il prezzo zonale è più alto (GSE, 2026).

Quando paga il GSE il ritiro dedicato?

Ogni mese, ma due mesi dopo il mese di riferimento: l'energia di gennaio è pagata entro fine marzo. Gli importi sotto 15 € restano in sospeso fino alla soglia (GSE, 2026).

Posso ancora avere la detrazione per un impianto nuovo?

Sì, nel 2026 la detrazione è del 50% sull'abitazione principale e del 36% negli altri casi, su un massimo di 96.000 € (Edilizia.com, 2026). Verifica la tua situazione con un commercialista.

Chi lavora come installatore può preparare i preventivi di fotovoltaico e accumulo anche con Reonic, partendo dall'autoconsumo del cliente e non da un contributo che non esiste più.

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