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Pompa di Calore Monoblocco o Split: Guida alla Scelta per Installatori 2026

Monoblocco o split aria acqua? Obblighi F-gas e scadenze del Regolamento 2024/573, rischio gelo e glicole, linee frigorifere, spazi e incentivi: i criteri tecnici da valutare in sopralluogo.

La scelta tra pompa di calore monoblocco o split conta su un mercato che nel 2025 ha assorbito circa 432.000 pompe di calore in Italia (QualEnergia su dati EHPA, 2026), che fanno dell'Italia il secondo mercato europeo dopo la Francia. Non è una questione di gusto del cliente, perché cambia chi tocca il gas, come si protegge l'impianto dal gelo e quali macchine si potranno vendere dal 2027.

Questa guida mette in fila i criteri che un installatore valuta in sopralluogo. Parliamo di obblighi F-gas e patentino, rischio gelo e glicole, linee frigorifere, spazi, rumore e tempi di posa. La teoria generale sulle pompe di calore resta nelle guide collegate. Qui ci occupiamo solo della decisione tecnica tra le due configurazioni aria acqua.

Punti chiave

  • Nel monoblocco il circuito frigorifero è chiuso in fabbrica. In cantiere si collegano solo tubi d'acqua.
  • Dal 1° gennaio 2027 monoblocchi e split aria acqua fino a 12 kW non possono usare gas con GWP pari o superiore a 150.
  • Lo split richiede tecnico e impresa certificati F-gas, più la comunicazione alla Banca Dati entro 30 giorni.
  • Il monoblocco porta acqua all'esterno: in zona fredda servono coibentazione, valvole antigelo o glicole.
  • Il Conto Termico 3.0 incentiva entrambe le configurazioni fino al 65% dei massimali, in base allo SCOP.

Monoblocco o split: qual è la differenza che conta in cantiere?

La differenza decisiva è dove si chiude il circuito del refrigerante. Il Regolamento (UE) 2024/573 chiama autonoma la macchina in cui nessuna parte con gas viene collegata in loco (EUR-Lex, Reg. 2024/573 art. 3, 2024). Lo split, invece, richiede il collegamento del circuito frigorifero sul luogo d'uso, e da qui derivano obblighi, rischi e tempi diversi.

Nel monoblocco compressore, evaporatore, valvola di laminazione e scambiatore a piastre stanno in un unico involucro esterno. In casa entrano mandata e ritorno dell'acqua tecnica, spesso con un modulo idronico compatto. Nello split l'unità esterna contiene il gruppo frigo, mentre l'unità interna ospita scambiatore, circolatore e spesso il bollitore, collegati all'esterno da linee in rame.

Questa guida resta sulla scelta di configurazione: per costi e incentivi in generale vale la guida sulle pompe di calore. Il calcolo della potenza è spiegato nel dimensionamento della pompa di calore. Le distanze di sicurezza sono nella guida sulla pompa di calore R290. I sistemi aria aria seguono altre logiche, descritte nella guida sulla pompa di calore aria aria.

Cosa cambia con il Regolamento F-gas 2024/573 per monoblocco e split?

Il regolamento fissa date diverse per le due famiglie: dal 1° gennaio 2027 i monoblocchi fino a 12 kW con GWP pari o superiore a 150 non si possono più immettere sul mercato, con limite a 750 se la sicurezza lo impone. Dalla stessa data vale il limite 150 per gli split aria acqua fino a 12 kW (EUR-Lex, Allegato IV, 2024).

Il secondo scalino è più lontano, ma entra già nei ragionamenti di lungo periodo. Dal 2032 i monoblocchi fino a 12 kW non potranno contenere gas fluorurati, salvo deroghe di sicurezza. Dal 2035 lo stesso divieto colpisce gli split fino a 12 kW. L'R32 ha un GWP di 675, quindi esce dai nuovi apparecchi aria acqua residenziali già nel 2027.

  • Monoblocco aria acqua: GWP ≥ 150 vietato (750 se lo impone la sicurezza), dal 1° gennaio 2027
  • Monoblocco aria acqua: nessun gas fluorurato, salvo deroghe di sicurezza, dal 1° gennaio 2032
  • Split aria acqua: GWP ≥ 150 vietato, dal 1° gennaio 2027
  • Split aria aria: GWP ≥ 150 vietato, dal 1° gennaio 2029
  • Split di ogni tipo: nessun gas fluorurato, dal 1° gennaio 2035

Il divieto riguarda l'immissione sul mercato, non l'uso, ma per gli split l'articolo 13 aggiunge un vincolo pratico. Chi mette in funzione una macchina vietata dopo la data deve provare che è stata immessa sul mercato prima e conservare la documentazione per almeno 5 anni. Il quadro completo è nella guida al regolamento F-gas 2024.

Sul campo molti costruttori stanno portando il propano R290 soprattutto su macchine monoblocco, per un motivo semplice. Un circuito in R290 tutto esterno evita di far entrare in casa un refrigerante infiammabile lungo le linee, e la valutazione delle distanze diventa più lineare.

Serve il patentino F-gas per installare una pompa di calore monoblocco?

Per la sola posa idraulica di un monoblocco sigillato, di norma no. Ai fini F-gas l'installazione è l'assemblaggio di condotti del gas per completare un circuito, e nel monoblocco avviene in fabbrica. Lo split richiede invece tecnico e impresa certificati, con comunicazione alla Banca Dati F-gas entro 30 giorni (Studio Madera, 2026).

Il punto va gestito con attenzione, perché ogni intervento successivo sul circuito del monoblocco resta riservato a personale certificato e va comunicato. Parliamo di riparazione di una perdita, recupero del gas o smantellamento. Per gli apparecchi non ermeticamente sigillati, chi vende deve avere la prova che l'installazione sarà eseguita da un'impresa certificata (EUR-Lex, art. 11, 2024).

La mancata o tardiva comunicazione alla Banca Dati costa da 1.000 a 15.000 euro, in base all'articolo 6 del D.Lgs. 163/2019. Per uno split il conto è semplice: vuoto, prova di tenuta, carica aggiuntiva, registrazione e comunicazione fanno parte del lavoro. I requisiti per ottenere e rinnovare la certificazione sono nella guida al patentino F-gas 2026.

Un'osservazione dal campo: le imprese termoidrauliche senza certificazione tendono a proporre solo monoblocchi. I frigoristi, al contrario, propongono split anche dove il monoblocco sarebbe più semplice. Conviene scegliere sul vincolo tecnico dell'edificio, non sulla composizione della squadra. Per i casi split si può lavorare con un partner certificato.

Rischio gelo e glicole: come proteggere il circuito idraulico del monoblocco

Il punto debole del monoblocco è l'acqua che esce dall'edificio: se la macchina si ferma per un blackout con temperature sotto zero, tubazioni esterne e scambiatore possono ghiacciare. Per questo nei climi rigidi servono coibentazione accurata e spesso glicole nel circuito (Studio Madera, 2026), mentre con lo split il rischio quasi sparisce.

Le soluzioni sono tre e vanno scelte in progetto, non in cantiere. La prima è il glicole propilenico, che protegge anche a macchina spenta. In cambio aumenta la viscosità, riduce lo scambio termico e obbliga a verificare la prevalenza del circolatore. La seconda sono le valvole antigelo, che scaricano l'acqua quando la temperatura scende. La terza è un separatore a piastre con glicole solo nel tratto esterno.

Con lo split il problema non si pone, perché il circuito idronico resta dentro casa e all'esterno corre solo refrigerante. Per questo in montagna o nelle seconde case spesso disabitate la scelta prudente è lo split, oppure un monoblocco con glicole e separatore. Lo stesso vale per edifici con lunghi tratti di tubazione esterna.

Un'abitudine che evita chiamate in garanzia: lasciare al cliente una nota scritta su cosa fare durante un blackout invernale. Al primo controllo, poi, conviene misurare la concentrazione del glicole con un rifrattometro.

Linee frigorifere dello split: lunghezze, dislivelli e carica aggiuntiva

Nello split la qualità dell'impianto dipende dalle linee in rame posate in cantiere. Lunghezza massima, dislivello tra le unità e carica aggiuntiva per metro sono fissati dal costruttore nel manuale. Dal 1° gennaio 2026 la manutenzione con gas a GWP pari o superiore a 2.500 è vietata, salvo gas rigenerati o riciclati (EUR-Lex, art. 13, 2024).

Le fasi critiche sono sempre le stesse e si parte da taglio e cartellatura, oppure brasatura con azoto. Seguono prova di pressione, vuoto spinto con vacuometro e apertura dei rubinetti, poi si calcola la carica oltre la lunghezza precaricata. Ogni scorciatoia in questa sequenza torna come perdita o umidità nel circuito dopo una o due stagioni.

Il vantaggio dello split è la libertà di posizionamento: l'unità esterna può stare a diversi metri dal locale tecnico. L'unità interna può essere un modulo murale o una torre con bollitore integrato. Questo aiuta molto negli appartamenti, dove il giardino non c'è e il balcone non regge un monoblocco grande.

Spazi, rumore e tempi di posa: il confronto pratico

A parità di macchina l'efficienza delle due configurazioni è simile. Il monoblocco parte avvantaggiato in scheda tecnica, ma perde qualcosa nelle tubazioni d'acqua esterne. Anche i costi di fornitura e posa sono vicini: lo split richiede più manodopera, il monoblocco pesa di più (Studio Madera, 2026). La decisione si gioca quindi su fattori diversi dal consumo.

Contano soprattutto spazio, acustica e organizzazione del cantiere, perché il monoblocco occupa più spazio esterno e porta fuori tutte le parti rumorose. Lo split riduce l'ingombro esterno ma chiede un'area interna per il modulo idronico, che in un'abitazione piccola può diventare un vincolo serio.

  • Circuito gas: monoblocco sigillato in fabbrica; split collegato in cantiere
  • Certificazione F-gas per la posa: monoblocco di norma non richiesta; split richiesta (persona e impresa)
  • Comunicazione Banca Dati: monoblocco solo per interventi sul circuito; split entro 30 giorni dall'installazione
  • Rischio gelo: monoblocco alto senza glicole o antigelo; split basso, acqua solo interna
  • Spazio esterno: monoblocco maggiore; split minore
  • Spazio interno: monoblocco minimo; split serve un locale per l'unità interna
  • Refrigeranti a basso GWP: monoblocco ampia offerta in R290; split offerta più limitata
  • Tempi di posa: monoblocco più rapidi; split più lunghi per linee, vuoto e carica

Sul rumore conviene ragionare per sorgente: nel monoblocco il rumore è tutto esterno e va valutato verso i vicini. Nello split una parte resta dentro casa, per cui l'unità interna finisce spesso in un locale tecnico o in un ripostiglio.

Quali incentivi valgono per monoblocco e split nel 2026?

Gli incentivi non distinguono tra le due configurazioni, e il Conto Termico 3.0 copre la sostituzione dell'impianto invernale con pompa di calore fino al 65% dei massimali, anche per i privati (GSE, 2026). I massimali dipendono da producibilità e SCOP o SPER, e sopra 15.000 euro l'incentivo arriva in rate annuali.

Conta quindi la prestazione stagionale dichiarata, non la forma della macchina. Per i privati il fotovoltaico entra nel Conto Termico solo insieme alla sostituzione con pompa di calore elettrica. In quel caso l'incentivo è il minore tra i due interventi. Quando il tetto lo consente, il pacchetto completo diventa una proposta interessante.

Anche i prezzi dell'energia spingono in questa direzione: dal 1° ottobre 2026 il prezzo di riferimento per il cliente vulnerabile è di 43,43 centesimi per kWh, tasse incluse (ARERA, 2026), con un aumento del 37,3% sul trimestre precedente. Con queste tariffe uno SCOP più alto pesa più della differenza di prezzo tra le due configurazioni.

Come scegliere: la checklist del sopralluogo

La scelta si chiude in sopralluogo con poche domande, tenendo conto che dal 2027 i nuovi apparecchi fino a 12 kW dovranno usare refrigeranti con GWP inferiore a 150 (EUR-Lex, 2024). Conviene quindi partire dai vincoli dell'edificio e dal gas disponibile, e solo dopo verificare squadra, spazi e incentivi.

  1. Zona climatica e rischio di fermo invernale: se alto, split oppure monoblocco con glicole, separatore o valvole antigelo.
  2. Spazio esterno disponibile e portata del supporto: balconi e facciate strette favoriscono lo split.
  3. Spazio interno per l'unità idronica: se manca, il monoblocco con modulo compatto è più semplice.
  4. Refrigerante e data di immissione sul mercato, con documentazione conservata per gli split.
  5. Certificazioni F-gas della squadra o del partner, e chi farà la comunicazione alla Banca Dati.
  6. Ricettori acustici vicini e posizione dell'unità esterna.
  7. SCOP dichiarato e documenti per il Conto Termico 3.0.

Sul campo i problemi post vendita nascono spesso da un punto della lista saltato in sopralluogo, non dalla macchina. Chi lavora con un software per installatori come Reonic può allegare queste note al progetto del cliente, così la scelta resta motivata anche nel preventivo.

Domande frequenti

Pompa di calore monoblocco o split: quale consuma meno?

A parità di modello l'efficienza è molto simile. Il monoblocco ha valori di scheda leggermente migliori, ma perde un po' di calore lungo le tubazioni d'acqua esterne. Lo split evita questa dispersione, ma dipende dalla qualità delle linee posate in cantiere. Nella pratica pesa di più scegliere una macchina inverter con SCOP alto e dimensionarla bene.

Dopo il 2027 si potranno ancora installare pompe di calore split in R32?

Sì, se la macchina è stata immessa sul mercato prima del 1° gennaio 2027. Il divieto riguarda la prima immissione, non l'installazione, ma per gli split chi mette in funzione l'apparecchio dopo quella data deve provare l'immissione precedente. La documentazione va conservata per almeno 5 anni, quindi conviene farsi dare la prova dal distributore.

Una pompa di calore aria acqua monoblocco va bene in montagna?

Sì, ma solo con una protezione antigelo progettata. Si può usare glicole propilenico nel circuito oppure valvole antigelo che scaricano l'acqua. Un'altra strada è un separatore a piastre con glicole solo nel tratto esterno. Va verificata la prevalenza del circolatore con il glicole e lasciata al cliente una procedura per i blackout.

Chi deve comunicare l'installazione di uno split alla Banca Dati F-gas?

La comunicazione spetta all'impresa certificata che ha eseguito l'intervento o, nei casi previsti, alla persona fisica certificata. Va trasmessa per via telematica alla Banca Dati gestita dalle Camere di commercio entro 30 giorni dall'installazione. In caso di mancato o tardivo inserimento la sanzione va da 1.000 a 15.000 euro.

Il Conto Termico 3.0 cambia tra monoblocco e split?

No. Il GSE riconosce per la sostituzione dell'impianto con pompa di calore fino al 65% dei massimali. Il calcolo si basa su producibilità e prestazione stagionale SCOP o SPER, senza distinguere la configurazione. Contano quindi la scheda tecnica della macchina scelta e la completezza dei documenti caricati sul portale GSE.

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