Una pompa di calore a gas ad assorbimento (GAHP) di taglia commerciale dichiara oggi un GUE del 172% in condizioni A7W35 (Robur, 2025). Significa 1,72 kWh di calore utile per ogni kWh di gas bruciato. Per un installatore ha senso proporla in contesti precisi: potenza elettrica limitata, mandate alte, edifici medio-grandi.
Questa guida spiega come funziona, quanto rende davvero al variare della mandata e cosa resta incentivabile nel 2026. Chiarisce anche perché la "pompa di calore propano" citata da molti clienti spesso non è una macchina a gas. L'obiettivo è darti criteri da usare in sopralluogo, non un catalogo prodotti.
Punti chiave
- La pompa di calore a gas più diffusa è la GAHP ad assorbimento acqua-ammoniaca, alimentata a metano o GPL.
- Il GUE cala con la mandata: sullo stesso modello passa dal 172% a 35 °C al 125% a 65 °C, con aria esterna a 7 °C.
- Nel 2026 le pompe di calore a gas restano detraibili al 50% o al 36%, mentre le caldaie singole a gas sono escluse.
- La GAHP usa ammoniaca R717 con GWP pari a 0: i divieti F-gas del 2027 non la riguardano.
- Con i prezzi ARERA di ottobre 2026 il suo calore costa meno di una PdC elettrica con SCOP 3, ma più di una con SCOP 4.
Cos'è una pompa di calore a gas e in cosa differisce da una ibrida?
Una pompa di calore a gas usa il gas come energia motrice al posto del compressore elettrico. Preleva comunque calore gratuito da aria, acqua o terreno. Il GUE tipico si aggira intorno a 1,5, cioè 1,5 kWh di calore per 1 kWh di gas (Robur, 2025). Il sistema ibrido, invece, affianca una pompa di calore elettrica a una caldaia.
Il confine conta già in preventivo. Quando il cliente dice "ibrido" intende quasi sempre caldaia più PdC elettrica, il sistema trattato nella guida alla pompa di calore ibrida. La GAHP è invece una macchina unica alimentata a gas. Per costi e incentivi delle macchine elettriche resta valida la nostra guida completa alle pompe di calore.
Esistono due famiglie. La GAHP (Gas Absorption Heat Pump) sostituisce il compressore con un generatore scaldato da un bruciatore, che separa l'ammoniaca dall'acqua e avvia il ciclo. La pompa di calore a motore endotermico (GEHP) usa invece un motore a gas che aziona un compressore tradizionale. Quest'ultima è diffusa soprattutto nel terziario.
Il decreto requisiti del 2020 distingue le due tecnologie anche sulle emissioni. Il limite di NOx è 120 mg/kWh per l'assorbimento e 240 mg/kWh per il motore endotermico (Studio Madera, 2026). Il modello GAHP citato in apertura dichiara 35 mg/kWh, ben sotto la soglia.
Come si misura l'efficienza: GUE, PCI e PCS
L'efficienza di una pompa di calore a gas si esprime con il GUE (Gas Utilization Efficiency), il rapporto tra calore utile ed energia del gas consumato. Per le detrazioni va dichiarato secondo la UNI EN 12309 e riferito al potere calorifico inferiore (Studio Madera, 2026). Confrontarlo con il COP elettrico senza correzioni porta fuori strada.
Il primo errore frequente è affiancare un GUE di 1,6 a un COP di 4 e concludere che la macchina elettrica rende molto di più. Il GUE però è calcolato sull'energia primaria, il COP sull'elettricità già prodotta. Robur stima un COP in energia primaria di circa 1,1 per una PdC con COP 3, ipotizzando centrali al 36% di rendimento (Robur, 2025).
Il secondo errore è ignorare il riferimento al potere calorifico. Lo stesso apparecchio sembra più efficiente se il dato è sul PCI anziché sul PCS. Per un confronto onesto usa la scheda prodotto ErP del Regolamento UE 811/2013, che riporta l'efficienza stagionale su base omogenea. Sul lato elettrico, COP e SCOP sono spiegati nella nostra guida a COP e SCOP.
Quanto rende una GAHP al variare della temperatura di mandata?
Il rendimento di una GAHP dipende soprattutto dalla temperatura di mandata. Sul modello aria-acqua GAHP A Plus il GUE è 172% a 35 °C e scende al 125% a 65 °C con aria esterna a 7 °C. A -22 °C esterni resta al 134% con mandata a 35 °C (Robur, 2025).
GUE a pieno carico per temperatura esterna e di mandata (GAHP A Plus, dati costruttore)
- Aria esterna 7 °C: 172% a 35 °C, 163% a 45 °C, 148% a 55 °C, 125% a 65 °C
- Aria esterna 0 °C: 168% a 35 °C, 154% a 45 °C, 134% a 55 °C, 113% a 65 °C
- Aria esterna -7 °C: 159% a 35 °C, 143% a 45 °C, 121% a 55 °C, 105% a 65 °C
- Aria esterna -15 °C: 139% a 35 °C, 123% a 45 °C, 108% a 55 °C, 95% a 65 °C
- Aria esterna -22 °C: 134% a 35 °C, 118% a 45 °C, 103% a 55 °C, 92% a 65 °C
Due letture pratiche. La potenza tiene bene al freddo: la macchina eroga ancora 34,6 kW a -22 °C con mandata a 35 °C, contro 36 kW nominali. A 65 °C di mandata e -15 °C esterni, però, il GUE scende al 95%, il livello di una caldaia. Su radiatori dimensionati per 70 °C il vantaggio va verificato con la curva climatica reale.
La scheda ErP dello stesso modello riporta un'efficienza stagionale del 125% a media temperatura (55 °C) e clima medio, in classe A++ (Robur, 2025). È questo il numero da usare nei confronti di costo. Incorpora infatti i carichi parziali e le ore miti in cui la macchina lavora davvero.
Quando conviene una pompa di calore a gas rispetto a una elettrica?
Una pompa di calore a gas conviene quando la PdC elettrica è difficile da installare: contatore da potenziare, mandate alte, potenze oltre i 30-40 kW. Con il gas a 162,02 centesimi al metro cubo per il cliente tipo vulnerabile (ARERA, 2026), il costo del calore è competitivo. Non è però sempre il più basso.
Facciamo un calcolo indicativo. Il gas a 162,02 c€/Smc, con un potere calorifico superiore di 0,038520 GJ/Smc (circa 10,7 kWh), costa circa 0,151 euro per kWh (ARERA, 2026). L'elettricità costa 43,43 c€/kWh tasse incluse dal 1° ottobre 2026 (ARERA, 2026). Le efficienze di PdC elettrica e caldaia sono ipotesi.
Costo indicativo di 1 kWh di calore utile (prezzi ARERA, ottobre 2026)
- GAHP con efficienza stagionale 125%: circa 0,121 euro
- PdC elettrica con SCOP 3 (ipotesi): circa 0,145 euro
- PdC elettrica con SCOP 4 (ipotesi): circa 0,109 euro
- Caldaia a condensazione al 90% stagionale (ipotesi): circa 0,168 euro
I numeri cambiano con il contratto del cliente e con l'autoconsumo fotovoltaico. Ogni kWh autoprodotto abbassa il costo della PdC elettrica, mentre la GAHP ne beneficia solo per gli ausiliari, 0,77 kW nominali. Per stimare i consumi elettrici parti dalla nostra guida ai consumi della pompa di calore.
Nei sopralluoghi su condomini e capannoni degli anni Settanta il vincolo decisivo è spesso elettrico, non termico. Un forte aumento di potenza o una fornitura in media tensione possono costare più della differenza tra le macchine. Una GAHP che assorbe meno di 1 kW elettrico per 36 kW termici sposta il carico sulla rete gas esistente.
Pompa di calore a gas e detrazioni 2026: cosa resta incentivabile?
Nel 2026 le pompe di calore elettriche e a gas restano detraibili: 50% sull'abitazione principale, 36% sulle altre unità. Le caldaie singole a gas, invece, non sono più agevolate (Robur, 2026). Per la sostituzione dell'impianto termico la detrazione massima è di 30.000 euro per unità immobiliare.
La Legge 30 dicembre 2025 n. 199 ha confermato lo schema del 2025, con un tetto alle detrazioni per i redditi oltre 75.000 euro. Dal 2027 le aliquote scendono al 36% per la prima casa e al 30% per le altre unità (Robur, 2026). La conseguenza commerciale è chiara: la caldaia da sola non porta più detrazione, una GAHP sì.
La macchina deve rispettare i GUE minimi dell'Allegato F del decreto 6 agosto 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 246 del 5 ottobre 2020. Servono 1,38 per le aria-acqua, 1,47 per le salamoia-acqua e 1,56 per le acqua-acqua. I valori scendono del 5% con variatore di velocità (Studio Madera, 2026).
Conserva nel fascicolo di cantiere la scheda con il GUE dichiarato secondo UNI EN 12309 e il valore di NOx. Sono i due dati da verificare prima di promettere la detrazione. Sono anche i più facili da perdere quando il preventivo cambia versione.
Pompa di calore propano: GPL o refrigerante R290?
Chi cerca "pompa di calore propano" può intendere due macchine diverse. La prima è una GAHP alimentata a GPL, utile dove manca il metano. La seconda è una PdC elettrica con refrigerante R290, cioè propano, che ha un GWP di 0,02 secondo il Regolamento UE 2024/573 (Commissione europea, 2025).
Nel primo caso il propano è un combustibile. Il modello GAHP A Plus dichiara 2,79 m³/h di metano G20 oppure 2,05 kg/h di propano G31 (Robur, 2025). Nel secondo caso è il fluido del circuito frigorifero di una normale PdC elettrica monoblocco, e non viene mai bruciato.
La distinzione pesa sui tempi di vendita. Dal 1° gennaio 2027 sono vietate le nuove pompe di calore monoblocco fino a 50 kW con gas fluorurati a GWP pari o superiore a 150, salvo esigenze di sicurezza (Commissione europea, 2025). Le PdC a R290 sono già conformi, e le GAHP usano ammoniaca R717 con GWP 0. Il quadro completo è nella nostra guida al Regolamento F-gas.
L'ammoniaca però è tossica, in classe di sicurezza B2L. Il modello GAHP A Plus ne contiene 7,5 kg in un circuito ermetico in acciaio (Robur, 2025). Va installato secondo le prescrizioni del costruttore, di norma all'esterno. Chiarisci prima della vendita chi interviene sul circuito sigillato in caso di guasto.
Come si dimensiona e si installa una GAHP: checklist di sopralluogo
Il dimensionamento parte dal fabbisogno termico di progetto, non dalla caldaia esistente. Una GAHP aria-acqua rende circa 36 kW con 7 °C esterni e modula fino al 28% della portata termica (Robur, 2025). Per carichi superiori si lavora in cascata con un volume inerziale dedicato.
- Calcola il carico con la UNI EN 12831 e confrontalo con la resa alla minima esterna e alla mandata reale, come in ogni dimensionamento di pompa di calore.
- Verifica la curva climatica: ogni 10 °C di mandata in più costano da 9 a 23 punti di GUE con 7 °C esterni.
- Prevedi il volume inerziale: il manuale considera 10 litri per kW, cioè 320 litri per macchina.
- Pianifica gas e fumi: attacco gas da 3/4", scarico fumi da 80 mm, fino a 4,2 l/h di condensa da convogliare.
- Controlla acustica e peso: 54,1 dB(A) di pressione sonora a 5 m e 363 kg in funzionamento.
- Verifica le abilitazioni: l'intervento tocca impianto termico e impianto gas, quindi servono entrambe le abilitazioni del DM 37/08.
Nei cantieri il punto più sottovalutato è lo scarico della condensa in inverno. In zona climatica E o F conviene un percorso breve e protetto, perché un tubo gelato blocca la macchina nei giorni di carico massimo. Su copertura piana, poi, il peso richiede quasi sempre una verifica del solaio.
Limiti e rischi da spiegare al cliente
I limiti principali sono tre: dipendenza dal prezzo del gas, ingombro e peso, offerta concentrata sulle taglie medio-grandi. La spesa gas del cliente tipo vulnerabile è salita del 12,7% solo tra agosto e settembre 2026 (ARERA, 2026). Questo rischio va scritto chiaramente nel preventivo.
Assoclima descrive il 2025 come un anno di transizione per le pompe di calore. Crescono le taglie medio-grandi e cala il residenziale fino a 17 kW (Infobuild, 2026). È proprio lo spazio in cui la GAHP ha più senso: condomini, scuole, piccolo commercio e capannoni, dove la potenza elettrica è il collo di bottiglia.
Il produttore indica anche la compatibilità con miscele di metano e idrogeno fino al 20% (Robur, 2025). Oggi non cambia il conto economico, quindi presentala come flessibilità futura e non come risparmio. Promettere bollette più basse senza un calcolo sulle tariffe reali è il modo più rapido per perdere fiducia.
Se gestisci molti sopralluoghi a settimana, un software come Reonic tiene nello stesso flusso dati di sopralluogo, varianti d'offerta e documenti per le detrazioni. La scelta tra gas ed elettrico resta comunque una decisione tecnica da motivare caso per caso.
Domande frequenti sulla pompa di calore a gas
La pompa di calore a gas conviene nel 2026?
Conviene soprattutto dove la PdC elettrica richiede un costoso potenziamento della fornitura o servono mandate alte su impianti grandi. Con i prezzi ARERA di ottobre 2026 una GAHP produce calore a circa 0,12 euro per kWh. È meno di una PdC elettrica con SCOP 3, ma più di una con SCOP 4. Rifai il calcolo sulle tariffe del cliente.
Che differenza c'è tra pompa di calore a gas e pompa di calore ad assorbimento?
La pompa di calore ad assorbimento è il tipo più comune di pompa di calore a gas. Un bruciatore scalda una soluzione di acqua e ammoniaca al posto del compressore elettrico. L'altra famiglia è quella a motore endotermico, in cui un motore a gas aziona un compressore. Le due tecnologie hanno GUE minimi e limiti di NOx diversi.
Una pompa di calore a gas GAHP può alimentare i radiatori esistenti?
Sì, una GAHP arriva a 65 °C di mandata, e a 70 °C per l'acqua calda sanitaria a metà potenza. Ad alta temperatura però il GUE scende: sul modello analizzato passa dal 172% a 35 °C al 125% a 65 °C con 7 °C esterni. Prima di proporla su radiatori verifica la curva climatica e valuta di abbassare la mandata.
La pompa di calore a gas è soggetta al Regolamento F-gas?
Le GAHP acqua-ammoniaca usano R717, un refrigerante naturale con GWP pari a 0 che non è un gas fluorurato. Per questo i divieti del 2027 sulle macchine monoblocco con GWP pari o superiore a 150 non le riguardano. L'ammoniaca è però tossica e richiede di rispettare le prescrizioni del costruttore su installazione e manutenzione.
Serve un'abilitazione specifica per installare una pompa di calore a gas?
L'installazione coinvolge impianto di riscaldamento, allacciamento del gas e scarico fumi. L'impresa deve quindi essere abilitata per impianti termici e impianti gas secondo il DM 37/08 e rilasciare la dichiarazione di conformità. Verifica anche con il produttore le condizioni di prima accensione richieste per attivare la garanzia.






