La manutenzione pompa di calore è diventata un lavoro di volume: nel 2025 in Italia sono state vendute circa 432mila pompe di calore e il parco installato sfiora ormai i 5 milioni di apparecchi (QualEnergia, 2026). Ogni macchina installata negli anni del Superbonus oggi chiede un intervento annuale. Il cliente si aspetta un metodo, non un giro di controlli a memoria.
Questa guida è pensata per chi esegue il servizio sul campo. Trovi una checklist annuale divisa per lato aria, idraulico ed elettrico e le soglie del controllo fughe del Regolamento (UE) 2024/573. Seguono gli obblighi documentali e una tabella di prima diagnosi per quando la pompa di calore non parte. L'obiettivo è chiudere ogni visita con un impianto efficiente e una pratica in regola.
Punti chiave
- La frequenza della manutenzione la fissa l'installatore o il costruttore; nella pratica è quasi sempre annuale (Studio Madera, 2025).
- Il controllo di efficienza con Rapporto tipo 2 scatta oltre 12 kW: ogni 4 anni fino a 100 kW, ogni 2 anni oltre (DPR 74/2013, Allegato A).
- Il controllo perdite F-gas è obbligatorio da 5 tonnellate di CO2 equivalente: 7,41 kg di R32 oppure 2,39 kg di R410A.
- Gli interventi vanno comunicati alla Banca Dati F-gas entro 30 giorni, con sanzioni da 1.000 a 15.000 euro (Studio Madera, 2026).
- Con l'elettricità a 43,43 centesimi per kWh per il cliente vulnerabile tipo, ogni punto di efficienza perso pesa in bolletta (ARERA, 2026).
Cosa comprende la manutenzione di una pompa di calore?
La manutenzione di una pompa di calore comprende tre blocchi: pulizia e verifica del lato aria, controllo del circuito idraulico ed elettrico, verifica del circuito frigorifero con eventuale controllo fughe. A questi si aggiunge la parte documentale, cioè libretto d'impianto, registro F-gas e, sopra i 12 kW, il rapporto di efficienza energetica previsto dal DPR 74/2013.
Questa guida resta sulla checklist tecnica della visita. Il lato commerciale del servizio, cioè come vendere e prezzare un contratto di assistenza, è trattato nella guida ai contratti di manutenzione O&M. Lo sbrinamento della pompa di calore e la condensa in inverno hanno guide dedicate: qui li richiamiamo solo per la diagnosi.
Per il quadro normativo completo sui gas fluorurati rimandiamo alla guida al Regolamento F-gas 2024 e a quella sul patentino F-gas. In questa pagina usiamo solo le soglie che servono a decidere, in campo, se il controllo perdite è dovuto e con quale cadenza.
Ogni quanto va fatta la manutenzione annuale della pompa di calore?
La cadenza della manutenzione ordinaria la stabilisce l'installatore nelle istruzioni d'uso o, in mancanza, il fabbricante nel libretto dell'apparecchio. Secondo l'articolo 7 del DPR 74/2013 la frequenza tipica è annuale (Studio Madera, 2025). Il controllo di efficienza energetica segue invece l'Allegato A del decreto ed è legato alla potenza.
La distinzione conta perché il cliente spesso confonde le due cose. La manutenzione annuale riguarda tutte le macchine, anche un monosplit da 3 kW. Il controllo di efficienza con compilazione del Rapporto tipo 2 riguarda solo gli impianti sopra soglia. Ecco le cadenze per le pompe di calore secondo l'Allegato A.
- A compressione di vapore, azionamento elettrico: potenza utile nominale da 12 a 100 kW; controllo di efficienza ogni 4 anni; rapporto Tipo 2
- A compressione di vapore, azionamento elettrico: potenza utile nominale 100 kW o più; controllo di efficienza ogni 2 anni; rapporto Tipo 2
- A compressione azionata da motore endotermico: potenza utile nominale 12 kW o più; controllo di efficienza ogni 4 anni; rapporto Tipo 2
- Ad assorbimento alimentata con energia termica: potenza utile nominale 12 kW o più; controllo di efficienza ogni 2 anni; rapporto Tipo 2
Fonte: DPR 74/2013, Allegato A. Il controllo va ripetuto anche alla prima messa in servizio, alla sostituzione del generatore e dopo interventi che possono modificare l'efficienza. Per la registrazione sul catasto regionale vedi la guida al catasto impianti termici e al libretto.
Checklist lato aria: unità esterna, scambiatore e ventilatore
Il lato aria è quello che degrada più in fretta, perché la batteria esterna lavora all'aperto tutto l'anno. Le pompe di calore aria acqua vendute nel 2025 nei 18 Paesi europei monitorati sono state 1,026 milioni, in crescita del 15% (QualEnergia, 2026). Quasi tutte hanno un'unità esterna da tenere pulita.
La sequenza che consigliamo parte sempre a macchina sezionata. Prima si ispeziona la batteria alettata: foglie, polline e polvere riducono la portata d'aria e allungano i cicli di sbrinamento. Le alette piegate si raddrizzano con l'apposito pettine, mai con attrezzi improvvisati. La pulizia si fa con i prodotti indicati dal costruttore e acqua a bassa pressione, dall'interno verso l'esterno quando l'accesso lo consente.
Poi si passa al ventilatore. Si controllano il fissaggio delle pale, l'assenza di giochi sull'albero e il rumore del motore girato a mano. Va verificato anche il basamento: antivibranti consumati e staffe allentate sono tra le prime cause di rumore segnalate dal cliente. Un controllo in più qui evita una seconda uscita.
L'ultimo passaggio sul lato aria è lo scarico della condensa. In inverno l'acqua di sbrinamento deve defluire liberamente, altrimenti sotto l'unità esterna si forma una lastra di ghiaccio che risale verso la batteria. In campo capita spesso di trovare la vaschetta intasata o un tubo di scarico senza cavo scaldante in zone fredde. Se il ghiaccio resta anche dopo lo sbrinamento, il problema è quasi sempre lo scarico e non il ciclo in sé.
Checklist lato idraulico ed elettrico
Sul lato idraulico la manutenzione verifica che la pompa di calore lavori con la portata e la pressione previste dal costruttore. Una portata insufficiente fa scattare allarmi e riduce l'efficienza stagionale. Con il prezzo dell'energia per il cliente vulnerabile aumentato del 37,3% nel quarto trimestre 2026 (ARERA, 2026), ogni inefficienza diventa visibile in bolletta.
I controlli idraulici da eseguire a ogni visita sono questi:
- Pressione del circuito a freddo, confrontata con il valore di targa e annotata sul libretto.
- Vaso di espansione: precarica verificata con il circuito scarico di pressione, secondo le istruzioni del costruttore.
- Filtri a Y e defangatore: apertura, pulizia e verifica della quantità di fanghi raccolti, utile per capire lo stato dell'impianto.
- Glicole nelle macchine monoblocco che lo prevedono: concentrazione misurata con rifrattometro e confrontata con la temperatura minima di progetto.
- Valvole e sfiati: assenza di trafilamenti, sfiati automatici funzionanti, valvola deviatrice per l'acqua calda sanitaria che commuta correttamente.
Sul lato elettrico si verificano i serraggi dei morsetti di potenza, lo stato dei contattori e l'intervento delle protezioni a monte. Si misura l'assorbimento del compressore a regime e lo si confronta con il dato di targa, poi si controllano le sonde di temperatura e la loro posizione. Una sonda esterna esposta al sole del pomeriggio falsa la curva climatica e fa lavorare la macchina con mandate più alte del necessario.
Quando serve il controllo fughe sulla pompa di calore?
Il controllo delle perdite è obbligatorio quando la carica di gas fluorurato raggiunge 5 tonnellate di CO2 equivalente, oppure 10 tonnellate se l'apparecchio è ermeticamente sigillato ed etichettato come tale (Camera di Commercio di Firenze, 2025). La soglia dipende quindi dal GWP del refrigerante, non dai soli chilogrammi.
Il calcolo è semplice: chilogrammi di carica moltiplicati per il GWP, diviso mille. L'R32 ha un GWP di 675 e l'R410A di 2088 (Riello, 2017). Servono quindi 7,41 kg di R32 per arrivare a 5 tonnellate, mentre bastano 2,39 kg di R410A. Una vecchia macchina in R410A può essere soggetta al controllo anche con una carica modesta.
- Da 5 a meno di 50 t: frequenza del controllo ogni 12 mesi; con sistema automatico di rilevamento ogni 24 mesi
- Da 50 a meno di 500 t: frequenza del controllo ogni 6 mesi; con sistema automatico di rilevamento ogni 12 mesi
- 500 t o più: frequenza del controllo ogni 3 mesi; con sistema automatico di rilevamento ogni 6 mesi
Fonte: Camera di Commercio di Firenze, sintesi del Regolamento (UE) 2024/573. Negli edifici residenziali gli apparecchi ermeticamente sigillati ed etichettati con meno di 3 kg di F-gas sono esclusi dal controllo. Il controllo lo esegue solo personale certificato, con strumenti compatibili con il refrigerante della macchina.
Pompa di calore non parte: tabella di prima diagnosi
Quando la pompa di calore non parte, nella maggior parte dei casi il problema è a monte del compressore: alimentazione, consenso del termostato, portata d'acqua o un allarme in memoria. Prima di aprire il circuito frigorifero conviene leggere lo storico allarmi del controllore, perché il codice di errore indica quasi sempre da quale sottosistema partire.
La tabella che segue raccoglie i guasti comuni che incontriamo più spesso e la prima verifica da fare. Non sostituisce il manuale di servizio del costruttore, che resta il riferimento per codici e valori.
- Display spento, nessuna risposta: causa probabile protezione intervenuta o alimentazione assente; prima verifica magnetotermico e differenziale dedicati, tensione ai morsetti
- Display acceso, compressore fermo: causa probabile manca il consenso o è attivo un ritardo di partenza; prima verifica richiesta del termostato, fascia oraria, contatto del distributore se previsto
- Allarme di portata o flussostato: causa probabile filtro intasato, aria nel circuito, circolatore bloccato; prima verifica filtro a Y, sfiati, pressione dell'impianto
- Blocco di alta pressione in riscaldamento: causa probabile portata acqua bassa o mandata troppo alta; prima verifica portata, curva climatica, valvole di zona chiuse
- Blocco di bassa pressione: causa probabile carica di refrigerante scarsa o batteria esterna ostruita; prima verifica pulizia della batteria, poi ricerca fughe da parte di personale certificato
- Ghiaccio persistente sull'unità esterna: causa probabile scarico condensa bloccato o sbrinamento inefficace; prima verifica vaschetta, tubo di scarico, sonda della batteria
Due osservazioni dal campo. Il blocco di bassa pressione porta spesso a ricaricare la macchina senza cercare la perdita, e il gas finisce di nuovo in atmosfera: la perdita va trovata e riparata prima di ricaricare. Il secondo caso tipico è la valvola di zona chiusa dal cliente in una stanza inutilizzata, che riduce la portata fino a far scattare l'allarme.
Quali documenti vanno compilati dopo la manutenzione?
Dopo la manutenzione il tecnico aggiorna il libretto d'impianto, obbligatorio anche per pompe di calore e climatizzatori ai sensi dell'articolo 7 del DPR 74/2013 (Studio Madera, 2025). Se l'intervento riguarda il circuito frigorifero, va comunicato alla Banca Dati F-gas entro 30 giorni (Studio Madera, 2026).
La comunicazione è dovuta entro 30 giorni dall'installazione, dal primo intervento di controllo perdite, manutenzione o riparazione su un apparecchio già installato, e dallo smantellamento. Non esistono soglie minime di carica per l'obbligo di comunicazione, che quindi riguarda anche i piccoli split. La mancata o tardiva comunicazione è punita con una sanzione da 1.000 a 15.000 euro ai sensi del D.Lgs. 163/2019 (Studio Madera, 2026).
Due date vanno tenute a mente. Dal 1° gennaio 2026, sulle pompe di calore con F-gas di GWP pari o superiore a 2500, l'assistenza è consentita solo con gas rigenerato o riciclato. La deroga vale fino al 2032. Entro il 12 marzo 2029 le persone certificate devono completare il primo aggiornamento, da ripetere almeno ogni 7 anni (Camera di Commercio di Firenze, 2025).
Come trasformare la checklist in un servizio ripetibile?
Una checklist funziona solo se ogni tecnico la esegue nello stesso ordine e lascia la stessa traccia. Il mercato italiano è cresciuto del 9% nel 2025 e il parco si avvicina ai 5 milioni di pompe di calore (QualEnergia, 2026). Tra chi cresce sul post vendita e chi rincorre le chiamate, la differenza sta nel metodo.
In pratica conviene standardizzare tre cose. La prima è un modulo di visita unico, con i controlli lato aria, idraulico, elettrico e frigorifero nello stesso ordine di questa guida. La seconda è uno scadenziario che incroci manutenzione annuale, controllo di efficienza e controllo fughe per ogni impianto. La terza è l'archivio di foto e valori misurati, che permette di confrontare pressione e assorbimento con l'anno precedente e di anticipare un guasto.
Chi gestisce già clienti e impianti in un unico software, come Reonic, può collegare lo scadenziario all'anagrafica e pianificare le visite con meno passaggi manuali. Lo strumento conta meno della disciplina: anche un foglio condiviso funziona, purché ogni visita lasci gli stessi dati.
Domande frequenti sulla manutenzione della pompa di calore
Ogni quanto si fa la manutenzione della pompa di calore?
La frequenza la indica l'installatore nelle istruzioni d'uso o il costruttore nel libretto dell'apparecchio, e di solito è annuale. Il controllo di efficienza con Rapporto tipo 2 è separato. Per le pompe di calore elettriche tra 12 e 100 kW si fa ogni 4 anni, oltre i 100 kW ogni 2 anni, secondo l'Allegato A del DPR 74/2013.
La manutenzione della pompa di calore è obbligatoria?
Sì. Il DPR 74/2013 impone di eseguire la manutenzione secondo le istruzioni dell'installatore o del costruttore e di tenere il libretto d'impianto, anche per pompe di calore e climatizzatori domestici. Sotto i 12 kW non serve il rapporto periodico di efficienza, ma la manutenzione resta dovuta e, se riguarda il circuito frigorifero, va comunicata alla Banca Dati F-gas.
Perché si forma ghiaccio sull'unità esterna della pompa di calore?
Un velo di brina in inverno è normale e viene eliminato dal ciclo di sbrinamento. Se il ghiaccio resta o cresce, la causa più frequente è lo scarico della condensa bloccato, che fa ricongelare l'acqua sotto la macchina. Vanno controllati la vaschetta, il tubo di scarico e, nelle zone fredde, la presenza di un cavo scaldante sul tubo.
Chi può eseguire il controllo fughe di una pompa di calore?
Sugli apparecchi da almeno 5 tonnellate di CO2 equivalente il controllo lo esegue una persona certificata F-gas, con strumenti adatti al refrigerante. Gli interventi sul circuito vanno comunicati alla Banca Dati F-gas entro 30 giorni. Il nuovo quadro europeo estende la certificazione anche a chi lavora su circuiti con refrigeranti alternativi come gli idrocarburi.
Una pompa di calore domestica in R32 è soggetta al controllo fughe?
Dipende dalla carica. Con un GWP di 675 servono 7,41 kg di R32 per arrivare a 5 tonnellate di CO2 equivalente. La maggior parte delle macchine residenziali resta sotto. Gli apparecchi ermeticamente sigillati ed etichettati installati in edifici residenziali sono esclusi se contengono meno di 3 kg di F-gas. Resta sempre obbligatoria la manutenzione ordinaria.





