Il bonus colonnine domestiche è un contributo in conto capitale pari all'80% delle spese ammissibili. Il tetto è di 1.500 euro per una persona fisica e 8.000 euro per un condominio, e la misura è gestita da Invitalia su promozione del MIMIT (Invitalia, 2026). Il dato che serve davvero agli installatori è un altro: lo sportello risulta chiuso.
L'ultima finestra è stata aperta dalle 12:00 del 29 aprile 2025 alle 12:00 del 27 maggio 2025. Riguardava le installazioni effettuate fra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2024 (Invitalia, 2026). Questa guida spiega come funziona la misura, che documenti serve preparare e come impostare il preventivo oggi, senza vendere un contributo non richiedibile.
Key Takeaways
- Il contributo copre l'80% delle spese ammissibili, con tetto di 1.500 euro per le persone fisiche e 8.000 euro per i condomini.
- È un'erogazione diretta in conto capitale, non una detrazione fiscale: arriva come rimborso, non come sconto in dichiarazione.
- Lo sportello Invitalia risulta chiuso: l'ultima finestra si è chiusa il 27 maggio 2025 per le spese del 2024.
- Il preventivo va costruito così da reggere anche senza contributo, con il bonus come miglioramento eventuale.
- La rete di ricarica cresce comunque: 84.564 punti pubblici al 30 giugno 2026, con 17.003 nuovi in 12 mesi.
Che cos'è il bonus colonnine domestiche e chi può richiederlo?
Il bonus sostiene l'acquisto e l'installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. I beneficiari ammessi sono le persone fisiche residenti in Italia e i condomini, e la gestione è di Invitalia su promozione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Invitalia, 2026).
Per il privato l'installazione deve avvenire nella propria proprietà: il box, il posto auto privato o un'altra pertinenza dell'abitazione. Per il condominio l'intervento riguarda le parti comuni, come cortili interni e garage collettivi (go-e, 2026).
La forma dell'agevolazione genera più equivoci di tutto il resto. Non è una detrazione fiscale spalmata in dieci anni. È un contributo in conto capitale erogato direttamente dopo l'istruttoria (Invitalia, 2026). Il cliente paga tutto, poi riceve il rimborso. Cambia la conversazione sul flusso di cassa.
Quanto vale il bonus wallbox 2026?
Il contributo in conto capitale copre l'80% delle spese ammissibili, entro 1.500 euro per la persona fisica e 8.000 euro per il condominio (Invitalia, 2026). Il tetto morde presto. Sopra i 1.875 euro di spesa l'80% supera il massimale, e una wallbox residenziale con posa arriva spesso lì.
Per un condominio il ragionamento è diverso e più interessante. Con 8.000 euro di tetto si finanzia una quota rilevante di un intervento su parti comuni con più punti di ricarica. Per l'installatore è il tipo di commessa che vale una visita in assemblea.
Importi del bonus colonnine domestiche
- Persona fisica residente in Italia Percentuale coperta: 80% delle spese ammissibili; Tetto massimo: 1.500 euro; Dove si installa: Box, posto auto privato, pertinenza dell'abitazione
- Condominio Percentuale coperta: 80% delle spese ammissibili; Tetto massimo: 8.000 euro; Dove si installa: Parti comuni, cortili e garage collettivi
Il MIMIT mantiene una pagina di riferimento e una raccolta di domande frequenti sulla misura (MIMIT, 2026). Serve quando un cliente chiede una fonte istituzionale invece della parola dell'installatore.
Il bonus colonnine 2026 è già richiedibile?
No. La scheda Invitalia riporta lo stato dell'incentivo come chiuso, con apertura il 29 aprile 2025 e chiusura il 27 maggio 2025 (Invitalia, 2026). Quella finestra era una riapertura per chi aveva installato nel 2024 senza fare domanda in tempo.
Sul futuro della misura le fonti di settore indicano una proroga. Il DPCM Automotive del 10 giugno 2026 avrebbe esteso lo strumento fino al 2030 confermando il contributo all'80%, ma manca il decreto attuativo del MIMIT che fissa apertura dello sportello e finestra delle spese ammissibili (go-e, 2026).
Per chi vende, la conseguenza è netta. Senza decreto attuativo non esiste una data di apertura né un perimetro certo di spese ammissibili. Promettere il contributo in un preventivo firmato oggi è un rischio commerciale. La formula corretta indica la misura come possibile, non come acquisita.
C'è una lezione recente sulla velocità di questi sportelli. Il 29 luglio 2026 gli incentivi per i furgoni elettrici hanno esaurito i fondi in meno di un'ora (Motus-E, 2026). Chi non ha la pratica pronta prima del click day non partecipa.
Quali spese sono ammissibili e che documenti servono
Il perimetro esatto delle spese ammissibili sarà fissato dal decreto attuativo, quindi va verificato alla pubblicazione. Nelle edizioni precedenti la misura copriva acquisto e posa dell'infrastruttura di ricarica. Dentro ci stanno la wallbox, i componenti elettrici e le opere necessarie all'installazione.
Quello che non cambia mai è la disciplina documentale. Serve la fattura intestata al beneficiario, con descrizione chiara di apparecchio e posa. Servono la prova del pagamento tracciabile, i dati tecnici del dispositivo e i riferimenti dell'immobile. Un installatore che emette fatture generiche condanna il cliente a un'istruttoria respinta.
Cosa preparare prima dell'apertura dello sportello
- Fattura dettagliata di acquisto e posa Chi lo produce: Installatore; Perché serve: Separa i costi ammissibili da quelli non ammissibili
- Prova di pagamento tracciabile Chi lo produce: Cliente; Perché serve: Requisito ricorrente di ogni istruttoria Invitalia
- Scheda tecnica della wallbox Chi lo produce: Fornitore; Perché serve: Documenta potenza, modo di ricarica e conformità
- Dichiarazione di conformità dell'impianto Chi lo produce: Installatore; Perché serve: Obbligatoria per l'impianto elettrico, a prescindere dal bonus
- Dati catastali dell'immobile o verbale di assemblea Chi lo produce: Cliente o amministratore; Perché serve: Identifica il luogo di installazione o l'autorizzazione condominiale
La dichiarazione di conformità non è una voce del bonus. È un obbligo di legge sull'impianto elettrico. Vale la pena ricordarlo perché in molti preventivi domestici viene trattata come un extra opzionale.
Bonus colonnine in condominio: cosa cambia per l'installatore
In condominio il beneficiario è l'ente condominiale e l'intervento riguarda le parti comuni. Il percorso passa quindi dall'assemblea prima che dal cantiere (go-e, 2026). Il tetto di 8.000 euro rende sensato progettare più punti di ricarica in una volta, invece di installazioni singole in sequenza.
Il tema tecnico dominante è la potenza disponibile al contatore condominiale. Più wallbox in parallelo richiedono una gestione dinamica dei carichi. Altrimenti il primo condomino che ricarica di sera fa scattare l'interruttore generale. Va progettato prima, non risolto dopo la posa.
C'è anche un'opportunità di vendita incrociata che molti trascurano. Un condominio che affronta la ricarica sta già ragionando su impianti comuni. È il momento naturale per parlare di fotovoltaico condominiale e autoconsumo. La stessa assemblea può deliberare due interventi coordinati.
Il bonus si somma alle altre agevolazioni?
Il bonus colonnine è un contributo diretto. La strada alternativa è fiscale: se la wallbox rientra in un intervento più ampio di ristrutturazione edilizia o manutenzione straordinaria, si può accedere alla detrazione IRPEF in dieci anni (ENGIE, 2026). Due binari diversi, con adempimenti diversi.
Sulla cumulabilità delle due misure per la stessa spesa non c'è una regola da dare per certa oggi. Il perimetro della prossima edizione dipende dal decreto attuativo. La risposta onesta al cliente è che la verifica va fatta a decreto pubblicato. Nel dubbio si sceglie un solo canale per ogni euro speso.
Chi affianca la wallbox a un impianto fotovoltaico ha un quadro di incentivi separato da gestire. Conviene mappare le regole di cumulabilità fra incentivi prima di firmare. Le stesse cautele valgono per il Bonus Casa 2026 e per gli incentivi sul fotovoltaico.
Perché installare wallbox conviene anche senza bonus
I numeri della domanda reggono da soli. Al 30 giugno 2026 in Italia ci sono 84.564 punti di ricarica a uso pubblico, in aumento di 6.311 unità nel secondo trimestre e di 17.003 in dodici mesi. Sono entrambi record assoluti (Motus-E, 2026).
Anche la qualità della rete cambia. Il 53% dei punti posati negli ultimi dodici mesi è veloce o ultraveloce. I punti installati ma in attesa di connessione dai distributori locali scendono al 12,3% dal 14,9% medio del 2025 (Motus-E, 2026). I tempi di allaccio restano il collo di bottiglia.
La distribuzione geografica dice dove sta il lavoro. La Lombardia guida con 18.177 punti e 4.414 aggiunti in dodici mesi. Seguono Piemonte con 9.003, Veneto con 8.122, Lazio con 7.864 ed Emilia-Romagna con 6.713. Fra le province Milano è prima con 7.423 punti (Motus-E, 2026).
Sul parco auto la spinta arriva dal lato veicoli. A giugno 2026 la quota di mercato mensile delle auto elettriche in Italia ha superato il 10%, contro il 6% di giugno 2025 (Motus-E, 2026). Ogni punto di quota in più significa nuovi clienti che scoprono la ricarica domestica dopo l'acquisto, non prima.
L'osservazione di cantiere che facciamo più spesso è questa: il cliente arriva dopo aver ordinato l'auto, non prima. Chi tiene un preventivo standard per wallbox pronto in venti minuti chiude quella richiesta, mentre chi deve fare un sopralluogo e ricalcolare tutto la perde. Vale la pena avere una configurazione base già prezzata.
Come impostare il preventivo mentre lo sportello è chiuso
La regola che funziona in cantiere è semplice: il preventivo deve stare in piedi al prezzo pieno. Il bonus si presenta come voce separata e condizionata. Serve una frase esplicita: la misura non è attualmente richiedibile e l'apertura dipende da un decreto ministeriale.
Il secondo passo è preparare il fascicolo documentale comunque, alla consegna dell'impianto e non sei mesi dopo. Fattura dettagliata, pagamento tracciabile, scheda tecnica, dichiarazione di conformità. Se lo sportello apre con una finestra retroattiva, il cliente pronto vince contro chi rincorre i documenti.
Il terzo è la vendita di sistema. Una wallbox installata insieme a fotovoltaico e accumulo dà un ritorno che nessun contributo pubblico può garantire. Il tema è nella guida su colonnina di ricarica e fotovoltaico. Chi guarda oltre valuta anche la ricarica bidirezionale V2G e V2H.
Chi gestisce decine di preventivi con configurazioni e incentivi diversi trova utile un unico strumento per dimensionamento, listino e documento finale, ed è il lavoro che il software Reonic accorcia. Il beneficio è la coerenza: il preventivo dice le stesse cose del progetto.
Domande frequenti
Quanto vale esattamente il bonus colonnine domestiche?
Il contributo copre l'80% delle spese ammissibili, con un tetto di 1.500 euro per le persone fisiche e 8.000 euro per i condomini. È un contributo in conto capitale, cioè un rimborso erogato dopo l'istruttoria di Invitalia, e non una detrazione fiscale. Il cliente sostiene prima l'intera spesa.
Posso presentare domanda per il bonus colonnine oggi?
No. La scheda Invitalia indica lo stato dell'incentivo come chiuso, con l'ultima finestra dal 29 aprile al 27 maggio 2025 per le installazioni effettuate nel 2024. Le fonti di settore indicano una proroga della misura fino al 2030, ma l'apertura di un nuovo sportello dipende dal decreto attuativo del MIMIT.
Chi può richiedere il bonus wallbox?
Le persone fisiche residenti in Italia, che installano l'infrastruttura nella propria proprietà come box, posto auto o altra pertinenza dell'abitazione, e i condomini che installano sulle parti comuni dell'edificio. Nel caso condominiale il beneficiario è l'ente condominiale e serve la delibera dell'assemblea.
Serve la dichiarazione di conformità per una wallbox domestica?
Sì, ed è un obbligo di legge sull'impianto elettrico indipendente da qualsiasi incentivo. Va rilasciata dall'installatore abilitato al termine dei lavori. Anche quando il cliente non chiede il bonus, la dichiarazione resta necessaria e va consegnata insieme alla documentazione dell'impianto.
Conviene installare una wallbox se il bonus non è aperto?
I numeri di mercato suggeriscono che la domanda non dipende dall'incentivo: nei dodici mesi chiusi a giugno 2026 sono stati installati 17.003 nuovi punti di ricarica a uso pubblico in Italia. Per il cliente domestico il ritorno arriva dal costo per chilometro, soprattutto se la ricarica è abbinata a un impianto fotovoltaico.






