Prenota demo

Valvola di zona con pompa di calore: 2 vie, 3 vie e cablaggio (guida 2026)

Come scegliere e cablare una valvola di zona a 2 o 3 vie con la pompa di calore: Kv, portata minima, servocomandi e regole 2026.

La valvola di zona con pompa di calore va progettata, non copiata dallo schema della vecchia caldaia. In Italia nel 2025 si sono vendute circa 432mila pompe di calore, il 9% in più dell'anno prima, e il parco installato sfiora i 5 milioni di apparecchi (QualEnergia su dati EHPA, 2026). Ogni macchina montata su un impianto a zone pone la stessa domanda: cosa succede alla portata quando le zone si chiudono?

Questa guida è scritta per chi installa. Spiega quando usare la 2 vie e quando la 3 vie, come scegliere il Kv e come cablare il servocomando. Chiude con le regole 2026 sulla termoregolazione. L'obiettivo è semplice: zone che si aprono e si chiudono senza mai lasciare lo scambiatore della pompa di calore senza acqua che circola.

Punti chiave

  • Con una pompa di calore la valvola di zona a 2 vie è la scelta più comune, ma solo se un separatore, un puffer o un bypass tarato garantiscono la portata minima.
  • La valvola a 3 vie mantiene la portata costante deviando l'acqua sul ritorno, ma riporta acqua calda in macchina e riduce il salto termico.
  • Il Kv si sceglie sulla portata di zona: una Caleffi 642 da 3/4" ha Kv 4,5 e regge al massimo 150 kPa di pressione differenziale (Caleffi).
  • Un servocomando motorizzato apre in 70 a 75 secondi, uno elettrotermico in 120 a 180: il consenso alla macchina va dato dal microinterruttore, non dal termostato.
  • Dal 3 giugno 2026 vale il DM 28 ottobre 2025, che chiede BACS di classe B negli edifici non residenziali con impianti termici oltre 290 kW.

Che cos'è una valvola di zona e in cosa differisce dalla miscelatrice?

Una valvola di zona è un organo on/off che apre o chiude un circuito su comando di un termostato ambiente. Caleffi la definisce come il dispositivo che permette "l'intercettazione automatica dei circuiti idraulici" (Caleffi). Non regola la temperatura di mandata: decide solo se l'acqua passa o no.

Il confine con gli altri componenti va tenuto chiaro. La valvola miscelatrice modula la temperatura di una zona a bassa temperatura e ha una guida dedicata, che qui non ripetiamo. Il separatore idraulico e il puffer disaccoppiano invece il circuito della macchina da quello delle zone. È proprio questo disaccoppiamento a rendere sicure le valvole a 2 vie.

In un impianto tipico ci sono quindi tre livelli. La pompa di calore produce acqua calda o fredda. Il separatore o il puffer garantiscono la portata minima in macchina. Le valvole di zona, a valle, mandano l'acqua alle stanze o ai piani solo quando il termostato lo chiede.

Valvola di zona a 2 vie o a 3 vie: quale scegliere con la pompa di calore?

Con una pompa di calore la 2 vie è lo standard quando a monte c'è un separatore o un puffer. La 3 vie serve quando il circuito è diretto e la portata deve restare costante. Nelle serie Caleffi 642 e 643 i due corpi hanno lo stesso Kv, da 2,5 a 6 m³/h secondo il diametro (Caleffi).

La 2 vie chiude il passaggio e basta, e si può montare sulla mandata o sul ritorno rispettando la freccia. La 3 vie, a zona soddisfatta, devia l'acqua sul bypass e la rimanda al ritorno. Secondo Caleffi le 3 vie serie 677 e 678 vanno sulla mandata, e una 3 vie non si trasforma in 2 vie (Caleffi).

Il confronto pratico si riassume così:

  • Valvola a 2 vie: portata variabile, niente acqua calda rimandata in macchina, ideale con separatore o puffer, richiede una gestione della portata minima a monte.
  • Valvola a 3 vie: portata quasi costante, protegge la macchina anche senza separatore, ma alza la temperatura di ritorno e abbassa il delta T.
  • 3 vie con tee di bypass (es. serie 678): pensata per i collettori complanari, interasse regolabile tra 49 e 63 mm, comoda nelle ristrutturazioni.
  • Deviatrice per ACS: è una 3 vie che commuta tra riscaldamento e bollitore, con una funzione diversa dalla valvola di zona di stanza.

Sulle pompe di calore inverter preferiamo la 2 vie con separatore. Un ritorno troppo caldo riduce l'efficienza, e la 3 vie lo produce ogni volta che una zona è chiusa. Resta però la soluzione più robusta su un impianto esistente senza spazio per un volano termico.

Perché la portata minima è il vero rischio negli impianti a zone

Il rischio principale di un impianto a zone con pompa di calore è scendere sotto la portata minima dello scambiatore quando le valvole si chiudono. Danfoss, che produce una valvola di bypass dedicata, scrive che garantire una portata minima riduce in modo significativo allarmi e arresti del compressore (Danfoss).

Il meccanismo è semplice. Una caldaia tollera una portata ridotta per qualche minuto. Una pompa di calore no: lo scambiatore a piastre contiene poca acqua e il flussostato interviene presto. Se l'ultima zona si chiude a compressore acceso, la macchina va in blocco o fa cicli brevi.

Le soluzioni sono tre. La prima è un separatore idraulico o un puffer, che lascia sempre aperto il primario. La seconda è una zona sempre aperta, per esempio il bagno senza valvola. La terza è un bypass differenziale tarato sulla portata minima del costruttore. Caleffi suggerisce di chiudere circa il 30% delle utenze e aprire il bypass finché il tubo di bypass non si scalda (Caleffi).

Dal campo emerge un errore ricorrente: una valvola di zona in ogni stanza e nessuna zona sempre aperta, come se la macchina fosse una caldaia. Il sintomo tipico sono blocchi di portata nelle notti di mezza stagione, quando i termostati si soddisfano quasi insieme. La portata minima va sempre letta sul manuale del modello specifico.

Come si dimensiona una valvola di zona: Kv e pressione differenziale

Una valvola di zona si dimensiona sulla portata della zona e sulla perdita di carico accettabile, non sul diametro del tubo. Il dato chiave è il Kv. Per la Caleffi 642 vale 2,5 m³/h da 1/2", 4,5 da 3/4" e 6 da 1", con pressioni differenziali massime di 210, 150 e 100 kPa (Caleffi).

La formula di verifica è Δp = (G / Kv)², con G in m³/h e Δp in bar. Prendiamo una zona a pavimento da 1,2 m³/h e una valvola da 3/4" con Kv 4,5. Il rapporto è 0,267 e il quadrato 0,071 bar, cioè circa 7 kPa. È un valore gestibile per un circolatore domestico.

Il secondo controllo è la pressione differenziale che il servocomando riesce a vincere in chiusura. Le valvole serie 676 con comando elettrotermico arrivano a 1,2 bar (Caleffi). Se il circolatore spinge oltre, la valvola non tiene e la zona resta calda a termostato soddisfatto.

I riferimenti tipici per diametro sono questi:

  • 1/2", Kv 2,5: singolo terminale o piccola zona, fino a circa 0,5 m³/h con perdite contenute.
  • 3/4", Kv 4,5: zona di appartamento o circuito a pavimento medio, da 0,8 a 1,5 m³/h.
  • 1", Kv 6: zona di piano o di villetta oltre 1,5 m³/h, con Δp massimo di 100 kPa sul modello motorizzato.

Un Kv troppo basso aumenta la perdita di carico e fa lavorare di più il circolatore. Un Kv troppo alto rende la valvola meno stabile in chiusura. Come regola di cantiere conviene restare tra 3 e 15 kPa di perdita a valvola aperta.

Servocomando motorizzato o elettrotermico: quale conviene?

Il motorizzato è più rapido e adatto alle zone grandi. L'elettrotermico è silenzioso, consuma poco ed è ideale sui collettori. Il comando motorizzato Caleffi 642 apre in 70 a 75 secondi e chiude in 5 a 7. Un elettrotermico serie 656 impiega invece da 120 a 180 secondi in entrambe le direzioni (Caleffi).

Il tempo di apertura incide sulla pompa di calore. Se il termostato dà il consenso alla macchina mentre comanda la valvola, il circolatore parte contro una valvola chiusa per due o tre minuti. Per questo il consenso va preso dal microinterruttore ausiliario, che sul motorizzato Caleffi si chiude al 60% della corsa.

Sui consumi la differenza è piccola ma reale. L'elettrotermico assorbe circa 3 W a regime, il motorizzato 6,5 W (Caleffi). Su un collettore da otto circuiti conta anche per dimensionare il trasformatore a 24 V.

Un dettaglio spesso trascurato è l'antibloccaggio. Alcune valvole di zona per pompe di calore, come le ESBE VZC e VZD, si muovono da sole dopo 7 giorni di inattività (scheda ESBE). Così l'otturatore non si incolla durante l'estate.

Come si collega elettricamente una valvola di zona alla pompa di calore?

Il collegamento corretto ha tre passaggi. Il termostato alimenta il servocomando. Il microinterruttore si chiude a valvola aperta. Il suo contatto dà il consenso alla pompa di calore o al circolatore di zona. Il micro delle valvole Caleffi regge 0,8 A, oltre serve un relè o un teleruttore intermedio (Caleffi).

Sui servocomandi motorizzati a 5 fili la scheda indica i colori. Marrone e blu portano l'alimentazione dal termostato, grigio e arancione sono il microinterruttore, giallo verde è la terra. Con più zone i contatti dei micro vanno in parallelo: basta una zona aperta perché la macchina riceva la richiesta.

Questa logica va combinata con la protezione della portata minima. Se la pompa di calore ha un ingresso per il circolatore secondario, conviene usarlo e lasciare il primario sempre attivo sul separatore. Le centraline di zona multicanale semplificano il cablaggio e riducono i morsetti volanti nelle cassette.

Prima di chiudere le cassette verificate la tensione del comando. Le versioni a 24 V e a 230 V hanno codici diversi. Un errore qui brucia il servocomando alla prima accensione.

Cosa chiedono le regole del 2026 su termoregolazione e detrazioni?

Dal 3 giugno 2026 i requisiti minimi seguono il DM 28 ottobre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 283 del 5 dicembre 2025, che sostituisce il DM 26 giugno 2015 (Ingenio, 2025). La termoregolazione resta tra i requisiti da verificare negli interventi sull'impianto.

La novità più visibile riguarda il non residenziale. Nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni importanti con impianti termici oltre 290 kW servono sistemi BACS di classe B o superiore. L'obbligo vale dove tecnicamente realizzabile e con ritorno inferiore a 6 anni (Fondazione Inarcassa, 2026).

Sul residenziale il tema è la detrazione. Nel 2026 la building automation per il controllo remoto del riscaldamento è detraibile al 50% sull'abitazione principale e al 36% sugli altri immobili. Per uffici e fabbricati strumentali resta il 65% (Quotidiano Nazionale, 2026). Le sole valvole non bastano: serve un sistema che mostri i consumi e permetta la programmazione da remoto.

Per l'installatore la conseguenza è pratica. Un impianto a zone con cronotermostati connessi e valvole motorizzate può rientrare in un intervento di termoregolazione. Documentazione e requisiti tecnici vanno però verificati caso per caso con il tecnico che segue la pratica.

Checklist di collaudo per un impianto a zone con pompa di calore

Il collaudo deve provare almeno tre scenari: tutte le zone aperte, una sola zona aperta e tutte chiuse con la macchina in funzione. Con una 3/4" da Kv 4,5 e 1,2 m³/h la perdita attesa è circa 7 kPa (Caleffi). Misurarla sul posto conferma il dimensionamento.

  1. Verificare il verso di flusso su ogni corpo valvola e la posizione del comando, mai rovesciato.
  2. Controllare la tensione dei servocomandi (24 V o 230 V) e il carico sui contatti del microinterruttore, entro 0,8 A.
  3. Chiudere tutte le zone a macchina accesa e controllare che non intervenga il flussostato.
  4. Aprire solo la zona più piccola e verificare che il compressore non vada in cicli brevi.
  5. Tarare il bypass differenziale, se presente, sulla portata minima del manuale del costruttore.
  6. Riportare i comandi manuali in automatico e annotare le tarature nel libretto d'impianto.

Con decine di zone e più squadre, tenere traccia di schemi, tarature e foto delle cassette diventa parte del lavoro. Un software come Reonic aiuta a raccogliere questi dati nella pratica del cliente, così chi torna per la manutenzione trova subito la configurazione. Per i radianti vale la pena rileggere la guida al riscaldamento a pavimento con pompa di calore. Sui radiatori, invece, la regolazione per ambiente passa dalla valvola termostatica e dal dimensionamento dei radiatori.

Domande frequenti

La valvola di zona si mette sulla mandata o sul ritorno?

La valvola a 2 vie si può montare sia sulla mandata sia sul ritorno, rispettando la freccia sul corpo. Le valvole a 3 vie, come le Caleffi serie 677 e 678, vanno invece sulla mandata. In entrambi i casi il comando non va mai rivolto verso il basso, per proteggerlo da gocciolamenti e condensa.

Una valvola di zona a 3 vie si può usare con la pompa di calore?

Sì, ed è utile quando manca un separatore o un puffer, perché mantiene la portata costante deviando l'acqua sul ritorno. Il prezzo è un ritorno più caldo, che riduce il salto termico e l'efficienza della macchina. Sugli impianti nuovi, con spazio in centrale termica, resta preferibile la 2 vie con separatore idraulico.

Quanto tempo impiega una valvola di zona ad aprirsi?

Dipende dal servocomando. Un comando motorizzato come il Caleffi 642 apre in 70 a 75 secondi e chiude in 5 a 7. Un elettrotermico impiega da 120 a 180 secondi sia in apertura sia in chiusura. Per questo il consenso alla pompa di calore va dato dal microinterruttore ausiliario e non direttamente dal termostato.

Perché la pompa di calore va in blocco quando si chiudono le zone?

Quasi sempre per portata insufficiente nello scambiatore. Se tutte le valvole a 2 vie sono chiuse e mancano separatore, puffer o bypass tarato, il flussostato interviene. La macchina si ferma o fa cicli brevi. La soluzione è un circuito sempre aperto con la portata minima indicata nel manuale del costruttore.

Le valvole di zona rientrano nelle detrazioni del 2026?

Da sole di solito no. La detrazione per la building automation richiede dispositivi che mostrino i consumi e consentano programmazione e controllo remoto del riscaldamento. Nel 2026 l'aliquota è del 50% sull'abitazione principale e del 36% sugli altri immobili. I requisiti vanno verificati caso per caso con il tecnico che segue la pratica.

Prenota una demo. Scopri tutti i prodotti e le funzionalità.

In una presentazione personale del prodotto, ti mostreremo tutti i prodotti e le funzionalità. Gratuito, senza impegno e su misura per la tua azienda e le tue esigenze.