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FER X 2026: Guida per Installatori a Tariffe, Aste e Accesso Diretto

Come funziona il decreto FER X definitivo per chi installa: accesso diretto fino a 1 MW, aste sopra il megawatt, tariffe, premi e scadenze da presidiare.

Il decreto FER X definitivo mette a disposizione 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile fino al 31 dicembre 2030, con una dotazione stimata di 23 miliardi di euro (Rinnovabili.it, 2026). Per chi installa impianti fotovoltaici su capannoni, tetti industriali e terreni, è il meccanismo che sostituisce di fatto lo Scambio sul Posto nella fascia commerciale e industriale.

La differenza rispetto ai vecchi incentivi è che il FER X non premia l'autoconsumo. Remunera l'energia immessa in rete per vent'anni a un prezzo fisso, con regole diverse sotto e sopra la soglia di 1 MW. Sapere in quale corsia si trova il progetto del cliente cambia il preventivo, i tempi di cantiere e le garanzie da chiedere.

Key Takeaways

  • Il decreto FER X definitivo (DM MASE n. 194 del 18 giugno 2026) è in vigore dal 7 agosto 2026 e produce effetti fino al 31 dicembre 2030.
  • Gli impianti fino a 1 MW accedono in modo diretto, dentro un contingente nazionale di 10 GW; sopra 1 MW si passa dalle aste GSE.
  • Per la prima asta di dicembre 2026 la richiesta di qualifica preliminare va presentata entro il 30 settembre 2026.
  • Nella prima asta del transitorio il fotovoltaico si è aggiudicato 7.697,6 MW a un prezzo medio ponderato di 56,825 €/MWh.
  • La tariffa per gli impianti fino a 1 MW del decreto definitivo è demandata ad ARERA e al 2 settembre 2026 non risulta ancora pubblicata.

Che cos'è il decreto FER X e come funziona l'incentivo?

Il FER X è il meccanismo di sostegno alle fonti rinnovabili considerate mature, cioè fotovoltaico, eolico onshore, idroelettrico e gas da depurazione. Riconosce un prezzo fisso ventennale sull'energia elettrica immessa in rete, tramite un contratto per differenza a due vie gestito dal GSE. Il regime è stato approvato dalla Commissione europea con decisione dell'8 giugno 2026 (Renewo, 2026).

La logica è stabilizzare i ricavi del produttore senza pagare un sussidio a fondo perduto. Quando il prezzo di mercato scende sotto il prezzo di aggiudicazione, il GSE versa la differenza. Quando sale sopra, il produttore restituisce. Su vent'anni il cliente ottiene un flusso di cassa prevedibile, che è ciò che una banca chiede prima di finanziare un impianto.

Per l'installatore questo sposta la conversazione commerciale. Non si vende più un risparmio in bolletta stimato, ma un ricavo contrattualizzato. Cambia anche il perimetro tecnico: conta la produzione immessa, quindi il dimensionamento non segue più il profilo di consumo del cliente.

FER X transitorio e FER X definitivo: a che punto siamo

Il regime transitorio, avviato con il DM del 30 dicembre 2024, ha già prodotto risultati concreti. L'accesso diretto per gli impianti fino a 1 MW è stato aperto sul Portale FER-X dal 2 ottobre 2025 al 31 dicembre 2025, con un contingente di 3 GW (BibLus, 2026). Le prime graduatorie d'asta sono state pubblicate dal GSE il 1° dicembre 2025.

Il decreto definitivo, firmato il 18 giugno 2026, è stato pubblicato il 6 agosto 2026 ed è in vigore dal giorno successivo (MASE, 2026). Le regole operative sono state approvate con decreto direttoriale n. 82 del 7 agosto 2026 e il portale GSE dedicato al FER X definitivo ha aperto alle richieste di qualifica preliminare il 25 agosto 2026 (pv magazine Italia, 2026).

Due date meritano attenzione operativa. La prima è il 30 settembre 2026, termine per la qualifica preliminare se il cliente vuole partecipare all'asta di dicembre. La seconda è il 7 agosto 2026: in accesso diretto i lavori non possono iniziare prima dell'entrata in vigore del decreto, pena la perdita dell'incentivo. Chi ha cantieri già avviati verifichi subito questo punto, perché è un errore che non si corregge a posteriori.

Quali impianti rientrano nell'accesso diretto e quali vanno in asta?

La soglia è 1 MW. Sotto, l'impianto accede direttamente al meccanismo dentro un contingente nazionale aggregato di 10 GW, valido per tutte le tecnologie e aperto fino al 31 dicembre 2030 o comunque fino a 60 giorni dopo il raggiungimento del tetto. Sopra 1 MW si partecipa a procedure competitive gestite dal GSE, con un contingente di 27,15 GW di cui 10 GW riservati al fotovoltaico.

Esiste una seconda soglia, meno nota e più rilevante nella pratica quotidiana: i 200 kW. Sotto i 200 kW il GSE ritira e vende l'energia riconoscendo una tariffa omnicomprensiva sulla produzione netta immessa. Da 200 kW in su il produttore mantiene la disponibilità dell'energia e il meccanismo diventa un vero contratto per differenza.

Fascia di potenza / Canale di accesso / Modalità di remunerazione

  • Fino a 200 kW: accesso diretto; tariffa omnicomprensiva con cessione totale al GSE
  • Da 200 kW a 1 MW: accesso diretto; contratto per differenza a due vie
  • Oltre 1 MW: procedura competitiva; contratto per differenza a due vie

Sopra 1 MW il fotovoltaico deve già disporre del titolo abilitativo alla costruzione e all'esercizio: la sola valutazione di impatto ambientale favorevole non basta, mentre per le altre tecnologie è ammessa (Renewo, 2026). Un progetto ancora in istruttoria urbanistica non è candidabile.

Quali sono le tariffe FER X per il fotovoltaico?

Per gli impianti sopra 1 MW l'Allegato 1 del decreto definitivo fissa per il fotovoltaico un prezzo di esercizio di 80 €/MWh, con base d'asta a 95 €/MWh e soglia inferiore a 65 €/MWh. Il prezzo di aggiudicazione è la base d'asta ridotta del ribasso offerto in gara. L'eolico onshore parte da 85 €/MWh, l'idroelettrico da 90 €/MWh.

Sul prezzo di aggiudicazione si applicano premi cumulabili di rilievo commerciale diretto. Il più importante per chi lavora sui capannoni è la maggiorazione di 27 €/MWh per gli impianti realizzati in sostituzione di coperture in eternit o amianto. Gli impianti su specchi d'acqua ottengono 10 €/MWh in più (BibLus, 2026).

Prezzi di riferimento e premi per tecnologia

  • Prezzo di esercizio: fotovoltaico 80 €/MWh; eolico onshore 85 €/MWh; idroelettrico 90 €/MWh
  • Base d'asta (limite superiore): fotovoltaico 95 €/MWh; eolico onshore 95 €/MWh; idroelettrico 105 €/MWh
  • Limite inferiore: fotovoltaico 65 €/MWh; eolico onshore 70 €/MWh; idroelettrico 80 €/MWh
  • Premio rimozione eternit o amianto: fotovoltaico +27 €/MWh; non applicabile alle altre tecnologie
  • Premio impianti su specchi d'acqua: fotovoltaico +10 €/MWh; non applicabile alle altre tecnologie

Va detto con chiarezza al cliente che questi valori non sono le tariffe della piccola taglia. Per gli impianti fino a 1 MW il decreto rimanda ad ARERA, che deve definire i prezzi di aggiudicazione entro 90 giorni dall'entrata in vigore. Al 2 settembre 2026 il provvedimento non risulta pubblicato.

Un riferimento prudenziale esiste. Nel regime transitorio la delibera ARERA 339/2025/R/efr del 22 luglio 2025 aveva fissato il prezzo per il fotovoltaico fino a 1 MW a 77 €/MWh, con maggiorazioni zonali di 4 o 10 €/MWh a seconda della regione (ARERA, 2025). Usarlo come stima è ragionevole, spacciarlo per la tariffa 2026 non lo è.

Come funziona il contratto per differenza a due vie?

Il GSE confronta ogni ora il prezzo di aggiudicazione con il prezzo di riferimento del Mercato del Giorno Prima. Se il prezzo di mercato è più basso, il GSE eroga la differenza al produttore. Se è più alto, il produttore restituisce l'eccedenza, anche a conguaglio. Il contratto dura vent'anni dall'entrata in esercizio.

L'indicizzazione merita una nota che quasi nessuno spiega al cliente. Tra bando ed entrata in esercizio il prezzo è rivalutato al 100% sull'indice dei prezzi al consumo. Durante i vent'anni di esercizio l'indicizzazione è solo parziale, limitata alla quota di costi di gestione e manutenzione (Renewo, 2026). Nei modelli finanziari costruiti su una tariffa agganciata all'inflazione lo scostamento sul lungo periodo è rilevante.

Il correttivo zonale è altrettanto controintuitivo. Il GSE applica coefficienti di zona per costruire la graduatoria, ma quei coefficienti non incidono sulla remunerazione: l'impianto incassa il proprio prezzo di aggiudicazione effettivo.

Cauzioni, penali e scadenze: cosa deve presidiare l'installatore

Sopra 1 MW il cliente deve prestare una cauzione provvisoria pari al 5% e una definitiva pari al 10%, calcolate su un costo convenzionale del fotovoltaico di 900 €/kW. Tradotto, sono 45.000 euro per MW in fase di gara e 90.000 euro per MW dopo l'aggiudicazione. È una barriera che esclude molti clienti prima ancora di parlare di moduli.

Il tempo massimo di entrata in esercizio per fotovoltaico ed eolico è di 36 mesi. Oltre il termine scatta una decurtazione del prezzo di aggiudicazione dello 0,2% al mese nei primi nove mesi e dello 0,5% al mese nei sei successivi, fino a un massimo di quindici mesi; oltre, si decade dalla graduatoria.

Dopo l'entrata in esercizio registrata in GAUDÌ il titolare ha 90 giorni solari per presentare al GSE la richiesta di accesso tramite il Portale FER-X. Per gli impianti da asta il mancato rispetto può portare alla decadenza e all'escussione della cauzione definitiva. Per l'accesso diretto si perde il prezzo relativo al periodo tra entrata in esercizio e comunicazione.

Questi 90 giorni sono il punto in cui l'installatore può vendere un servizio, non solo un impianto. Chi già gestisce le pratiche GSE del fotovoltaico e la registrazione GAUDÌ su Terna ha la filiera documentale già pronta.

Il FER X è cumulabile con altri incentivi?

Il decreto ammette il cumulo con rideterminazione del prezzo di aggiudicazione. Sono compatibili i contributi in conto capitale fino al 40% del costo dell'investimento, limitatamente agli impianti di nuova costruzione, i fondi di garanzia e di rotazione, e le agevolazioni fiscali sotto forma di credito d'imposta o detassazione degli investimenti in macchinari e attrezzature (BibLus, 2026).

Il FER X è invece alternativo allo Scambio sul Posto e al Ritiro Dedicato. Non si sommano e la scelta va fatta a monte, prima di impostare la configurazione di misura. Per un quadro più ampio sulle combinazioni possibili resta utile la guida alla cumulabilità degli incentivi.

Sul rapporto con il Piano Transizione 5.0 la regola sul credito d'imposta apre uno spazio, ma non esiste una conferma esplicita nelle fonti pubbliche. In preventivo va trattato come punto da verificare con il GSE, non come dato acquisito.

FER X, Scambio sul Posto e Ritiro Dedicato: cosa proporre al cliente?

Lo Scambio sul Posto è chiuso ai nuovi impianti dal 2025, quindi la scelta reale è tra FER X, Ritiro Dedicato, vendita diretta sul mercato e configurazioni di autoconsumo diffuso. Il FER X vince quando il cliente immette in rete una quota rilevante di produzione e cerca prevedibilità ventennale.

Perde invece nel residenziale puro e in tutti i casi in cui l'obiettivo è massimizzare l'autoconsumo. Sotto i 200 kW la cessione totale al GSE è incompatibile con un progetto costruito attorno ai consumi del cliente. Su un capannone con turni diurni e assorbimento elevato può convenire un impianto tarato sull'autoconsumo più che sull'immissione.

Il target naturale del FER X sono i capannoni industriali, le coperture in amianto da bonificare, i portafogli tra 200 kW e 1 MW e i progetti agrivoltaici e a terra sopra il megawatt.

Come impostare l'offerta commerciale nel 2026

I numeri della prima asta del transitorio danno una base empirica utile. A dicembre 2025 sono arrivate 870 richieste per oltre 11.000 MW; sono stati ammessi 504 progetti per 8.637 MW, di cui 7.697,6 MW di fotovoltaico su 474 impianti, con un prezzo medio ponderato di 56,825 €/MWh e un ribasso medio del 37,34% (Rinnovabili.it, 2025).

Due letture pratiche. La prima: un ribasso medio vicino al 40% significa che chi entra in asta con un business plan tarato sulla base d'asta non è competitivo. La seconda: le rinunce del fotovoltaico hanno superato 744 MW e l'eolico ha assegnato solo 939,4 MW su 2.500 disponibili. Il contingente non si satura da solo.

Nella procedura sperimentale con criteri non di prezzo, riservata a filiere con componenti di origine non cinese, i prezzi sono stati più alti: 88 progetti ammessi per 1.114,8 MW a una media di 66,378 €/MWh (pv magazine Italia, 2025). Almeno il 30% del contingente competitivo resta riservato a queste procedure, e l'accumulo con potenza pari ad almeno il 25% dell'impianto vale come criterio premiante.

In cantiere la parte più fragile della pratica non è tecnica ma di calendario. La qualifica preliminare vale due anni e le aste si susseguono ogni tre mesi, quindi un progetto perso a dicembre può rientrare a marzo senza rifare tutto. Chi segue più impianti in parallelo trae vantaggio da un software che tenga insieme scadenze, documenti e dati di impianto, come fa Reonic.

Domande frequenti sul FER X

Il FER X sostituisce il Conto Energia?

No. Il Conto Energia era un incentivo in conto esercizio sulla produzione, chiuso da oltre dieci anni. Il FER X è un contratto per differenza sull'energia immessa in rete, che stabilizza il ricavo attorno a un prezzo di aggiudicazione per vent'anni. Non aggiunge un premio sopra il valore di mercato, ma ne riduce la volatilità.

Un impianto residenziale da 6 kW può accedere al FER X?

Tecnicamente rientra nell'accesso diretto, ma non è il canale adatto. Sotto i 200 kW la remunerazione è a tariffa omnicomprensiva con cessione totale al GSE, quindi incompatibile con un impianto progettato per l'autoconsumo domestico. Per il residenziale restano più efficaci le detrazioni fiscali e le comunità energetiche rinnovabili.

Quanto tempo ho per attivare l'incentivo dopo l'entrata in esercizio?

Novanta giorni solari dalla data di entrata in esercizio registrata in GAUDÌ, presentando la richiesta sul Portale FER-X del GSE. Oltre il termine, negli impianti da asta si rischia la decadenza dalla graduatoria e l'escussione della cauzione definitiva; in accesso diretto si perde la remunerazione del periodo scoperto.

Posso avviare i lavori prima di ottenere la qualifica?

Per gli impianti in accesso diretto i lavori non possono iniziare prima del 7 agosto 2026, data di entrata in vigore del decreto definitivo. Sopra 1 MW non possono partire prima della presentazione dell'istanza di partecipazione all'asta, pena la perdita della qualifica. Va verificato prima di aprire il cantiere.

Quando saranno note le tariffe per gli impianti sotto 1 MW?

Il decreto assegna ad ARERA 90 giorni dall'entrata in vigore del 7 agosto 2026 per definire i prezzi di aggiudicazione della piccola taglia, quindi indicativamente entro i primi giorni di novembre 2026. Fino ad allora l'unico riferimento numerico disponibile resta il valore del regime transitorio, pari a 77 €/MWh.

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