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Agrivoltaico: Guida Completa 2026 a Progettazione, Incentivi e ROI per Agricoltori

Guida completa all'agrivoltaico in Italia: progettazione tecnica, incentivi PNRR, colture compatibili, analisi ROI e casi studio per agricoltori e installatori.

L'agrivoltaico rappresenta una delle innovazioni più promettenti per il settore agricolo italiano, combinando la produzione di energia solare con l'attività agricola tradizionale sullo stesso terreno. Questa tecnologia di doppio uso del suolo permette agli agricoltori di diversificare le fonti di reddito mantenendo la vocazione produttiva dei terreni.

Con l'obiettivo ambizioso di installare 1,04 GW di potenza entro giugno 2026, l'Italia ha stanziato oltre 1,1 miliardi di euro attraverso il PNRR per sostenere lo sviluppo dell'agrivoltaico. Questi incentivi PNRR rappresentano un'opportunità unica per gli agricoltori che vogliono investire in sostenibilità e innovazione, riducendo i costi energetici e aumentando la resilienza economica delle aziende agricole.

L'importanza strategica dell'agrivoltaico va oltre i benefici economici immediati: questa tecnologia contribuisce alla transizione energetica senza sottrarre terreno all'agricoltura, protegge le colture dagli eventi climatici estremi sempre più frequenti, e riduce il consumo idrico in un contesto di crescente scarsità d'acqua. Per il settore agricolo italiano, l'agrivoltaico non è solo un'opportunità di business, ma uno strumento essenziale per affrontare le sfide del cambiamento climatico.

Questa guida completa accompagna agricoltori, installatori e consulenti attraverso tutti gli aspetti dell'agrivoltaico: dai principi di funzionamento alla progettazione tecnica, dagli incentivi disponibili all'analisi economica, fino ai casi studio reali e alle soluzioni pratiche per l'implementazione. Che siate agricoltori interessati a valutare la fattibilità di un impianto o professionisti del settore energetico che vogliono comprendere le specificità agricole, troverete qui tutte le informazioni necessarie per prendere decisioni informate.

Cos'è l'Agrivoltaico e Come Funziona

L'agrivoltaico, o fotovoltaico agricolo, è un sistema che consente l'utilizzo simultaneo del terreno per la coltivazione agricola e la produzione di energia solare. A differenza degli impianti fotovoltaici a terra tradizionali, che occupano completamente il suolo impedendo l'attività agricola, l'agrivoltaico è progettato specificamente per garantire che l'agricoltura rimanga l'attività primaria del terreno.

Il principio fondamentale è la compatibilità: i pannelli solari vengono installati in modo da non ostacolare le operazioni agricole, permettendo il passaggio dei macchinari, garantendo sufficiente luce alle colture e, in molti casi, creando un microclima favorevole che può addirittura migliorare le rese produttive. L'ombreggiamento parziale fornito dai pannelli può ridurre lo stress idrico delle piante, proteggere le colture da grandine e gelate, e diminuire l'evapotraspirazione del suolo.

Esistono diverse tipologie di sistemi agrivoltaici, ciascuna adatta a specifiche esigenze agricole:

  • Strutture elevate: i pannelli sono installati a un'altezza di 4-5 metri dal suolo, permettendo il passaggio di trattori e mietitrebbie. Questa configurazione è ideale per colture estensive come cereali, foraggio o ortaggi che richiedono lavorazioni meccanizzate intensive.
  • Pannelli bifacciali verticali: moduli installati verticalmente con orientamento est-ovest, che producono energia da entrambi i lati e lasciano ampio spazio tra le file per le coltivazioni. Particolarmente adatti per vigneti e frutteti.
  • Sistemi a inseguimento con spaziatura ampia: tracker solari che seguono il sole durante il giorno, installati con distanze di 8-12 metri tra le file per garantire spazio sufficiente alle colture e ai macchinari.
  • Fotovoltaico integrato in serra: pannelli semitrasparenti o alternati a superfici trasparenti installati sulla copertura delle serre, che permettono il controllo ottimale del microclima interno mantenendo la produzione agricola protetta.

La scelta della tipologia dipende da molteplici fattori: tipo di coltura, dimensione dei macchinari utilizzati, caratteristiche del terreno, obiettivi produttivi e budget disponibile. Un progetto agrivoltaico ben progettato deve partire dall'analisi delle esigenze agricole, non da quelle energetiche.

I Vantaggi dell'Agrivoltaico per l'Agricoltura

Benefici Agronomici

L'ombreggiamento parziale creato dai pannelli fotovoltaici genera un microclima ottimizzato che può migliorare significativamente le condizioni di crescita per molte colture. Durante i mesi estivi, l'ombra riduce la temperatura del suolo di 3-5°C e quella dell'aria di 2-3°C, diminuendo lo stress termico delle piante. Questo effetto è particolarmente prezioso nelle regioni meridionali italiane, dove le ondate di calore estive stanno diventando sempre più intense e prolungate.

La riduzione del consumo idrico è uno dei vantaggi più significativi: studi condotti in Italia hanno documentato risparmi idrici del 20-30% grazie alla diminuzione dell'evapotraspirazione. In un contesto di crescente scarsità d'acqua e restrizioni all'irrigazione, questo beneficio può fare la differenza tra la sostenibilità economica e il fallimento di un'azienda agricola. Per un ettaro coltivato a ortaggi, questo si traduce in un risparmio di 1.000-2.000 metri cubi d'acqua all'anno.

I pannelli offrono anche una protezione fisica dalle condizioni meteorologiche estreme: grandine, gelate tardive, piogge intense e vento forte vengono attenuati dalla presenza delle strutture. Questo effetto protettivo può ridurre le perdite di raccolto del 15-25% negli anni con eventi climatici avversi, rappresentando una forma di assicurazione naturale per l'agricoltore.

Per alcune colture tolleranti all'ombra, l'agrivoltaico può addirittura estendere la stagione di crescita, permettendo coltivazioni primaverili più precoci e autunnali più tardive grazie alla protezione dalle gelate. Inoltre, diverse ricerche hanno dimostrato che colture come lattuga, spinaci, fragole e alcune varietà di pomodori possono registrare aumenti di resa del 10-20% sotto ombreggiamento parziale rispetto a pieno sole.

Benefici Economici

Il vantaggio economico principale dell'agrivoltaico è la creazione di un doppio flusso di reddito: la vendita dei prodotti agricoli continua come sempre, ma si aggiunge il ricavo dalla vendita dell'energia elettrica prodotta. Per un impianto da 500 kWp su un ettaro, il reddito energetico può variare tra 40.000 e 60.000 euro all'anno, a seconda della produttività dell'impianto e dei prezzi dell'energia.

Questa diversificazione stabilizza il reddito agricolo, tradizionalmente soggetto a forte volatilità dovuta a fattori climatici e di mercato. Negli anni di scarso raccolto o prezzi agricoli bassi, il reddito energetico garantisce comunque un'entrata stabile. Viceversa, negli anni favorevoli, entrambe le fonti di reddito contribuiscono positivamente.

L'installazione di un impianto agrivoltaico aumenta significativamente il valore del terreno agricolo, che diventa un asset produttivo a doppia valenza. Inoltre, l'energia prodotta può essere utilizzata per alimentare le operazioni aziendali (irrigazione, refrigerazione, trasformazione), riducendo drasticamente i costi energetici dell'azienda agricola. Per aziende con processi di trasformazione o conservazione, questo risparmio può raggiungere i 10.000-20.000 euro all'anno.

Benefici Ambientali

L'agrivoltaico contribuisce alla conservazione del suolo mantenendo la copertura vegetale e l'attività biologica del terreno, a differenza degli impianti fotovoltaici tradizionali che spesso causano compattamento e degradazione. La presenza di vegetazione sotto i pannelli previene l'erosione, mantiene la struttura del suolo e favorisce la biodiversità microbica.

Gli impianti agrivoltaici ben progettati possono aumentare la biodiversità locale: le strutture offrono habitat per insetti impollinatori, uccelli e piccoli mammiferi, mentre la diversificazione delle condizioni di luce crea nicchie ecologiche variegate. Molti progetti integrano strisce fiorite tra le file di pannelli per favorire gli impollinatori, con benefici diretti per le colture circostanti.

Dal punto di vista climatico, ogni ettaro di agrivoltaico evita l'emissione di circa 200-300 tonnellate di CO₂ all'anno rispetto alla produzione di energia da fonti fossili, contribuendo agli obiettivi di decarbonizzazione. Allo stesso tempo, l'intensificazione sostenibile dell'uso del suolo permette di produrre energia rinnovabile senza consumare nuovo territorio agricolo o naturale.

Progettazione di un Impianto Agrivoltaico: Criteri Tecnici

La progettazione di un impianto agrivoltaico richiede un approccio integrato che bilanci le esigenze energetiche con quelle agricole. Il Decreto Agrivoltaico stabilisce requisiti tecnici precisi che definiscono quando un impianto può essere considerato "agrivoltaico avanzato" e quindi accedere agli incentivi.

Parametri Dimensionali e Strutturali

L'altezza minima dei pannelli è un parametro critico: il decreto richiede almeno 2,1 metri dal suolo al bordo inferiore dei moduli per permettere il passaggio di macchinari agricoli. Tuttavia, per garantire reale operatività con trattori e attrezzature moderne, l'altezza ottimale è di 4-5 metri. Questa configurazione permette il passaggio di mietitrebbie, irroratrici e altri mezzi di grandi dimensioni senza limitazioni operative.

La spaziatura tra le file di pannelli deve essere di almeno 4 metri per consentire il passaggio dei macchinari, ma distanze di 6-8 metri sono preferibili per operazioni più agevoli e per garantire sufficiente illuminazione alle colture. Nei sistemi a inseguimento, le distanze devono essere calcolate considerando la rotazione dei pannelli durante il giorno.

Il rapporto di copertura del suolo (LAOR - Land Area Occupation Ratio) non deve superare il 50% per gli impianti agrivoltaici avanzati. Questo significa che la proiezione verticale dei pannelli può occupare al massimo metà della superficie totale, lasciando ampio spazio per le coltivazioni. Rapporti di copertura del 30-40% sono spesso ottimali per bilanciare produzione energetica e agricola.

L'orientamento e l'inclinazione dei pannelli devono essere ottimizzati considerando sia la produzione energetica che le esigenze delle colture. Orientamenti est-ovest con inclinazioni ridotte (10-15°) distribuiscono meglio l'ombreggiamento durante il giorno, mentre orientamenti sud con inclinazioni maggiori (25-35°) massimizzano la produzione energetica ma creano zone d'ombra più concentrate.

Valutazione della Compatibilità Agricola

La selezione delle colture deve basarsi su un'analisi approfondita dei requisiti di luce. Le piante hanno bisogno di radiazione fotosinteticamente attiva (PAR) in quantità variabile: colture a pieno sole richiedono 400-600 μmol/m²/s, mentre colture tolleranti all'ombra possono prosperare con 200-300 μmol/m²/s. Un progetto agrivoltaico deve garantire che la PAR disponibile sotto i pannelli sia sufficiente per le colture scelte.

L'integrazione del sistema di irrigazione richiede particolare attenzione: le tubazioni devono essere posizionate per non interferire con le fondazioni dei pannelli, e la distribuzione dell'acqua deve compensare l'ombreggiamento non uniforme. Sistemi di irrigazione a goccia o microirrigazione sono generalmente preferibili perché permettono un controllo preciso e riducono il rischio di danni alle strutture.

La compatibilità con i macchinari agricoli esistenti deve essere verificata in fase di progettazione: larghezza dei trattori, altezza delle attrezzature montate, raggio di sterzata e spazi di manovra devono essere considerati per evitare che l'impianto limiti le operazioni colturali. Un rilievo dettagliato dei mezzi utilizzati dall'azienda è essenziale.

Specifiche Tecniche dei Componenti

I moduli bifacciali offrono vantaggi significativi negli impianti agrivoltaici: producono energia da entrambi i lati catturando la luce riflessa dal suolo e dalle colture, con incrementi di produzione del 10-20% rispetto ai moduli monofacciali. La superficie chiara del terreno agricolo e la presenza di vegetazione aumentano l'albedo, migliorando le prestazioni della faccia posteriore.

I sistemi a inseguimento (tracker) possono aumentare la produzione energetica del 20-30% rispetto a sistemi fissi, ma richiedono maggiore spaziatura e comportano costi più elevati. La scelta tra sistemi fissi e a inseguimento dipende dal rapporto tra costi aggiuntivi e benefici energetici, considerando anche le esigenze agricole specifiche.

Le fondazioni devono minimizzare l'impatto sul suolo: pali infissi o avvitati nel terreno sono preferibili a plinti in cemento, perché occupano meno superficie, non impermeabilizzano il suolo e possono essere rimossi a fine vita dell'impianto. La profondità di infissione (tipicamente 2-3 metri) deve essere calcolata in base alle caratteristiche geotecniche del terreno e ai carichi di vento.

Il cablaggio elettrico deve essere completamente interrato a profondità adeguata (almeno 80 cm) per non interferire con le lavorazioni agricole. I cavidotti devono seguire percorsi che evitino le zone di maggiore intensità di lavorazione, e le connessioni devono essere protette da pozzetti accessibili ma non d'intralcio.

Checklist di Progettazione

Prima di procedere con un progetto agrivoltaico, verificare:

  1. Altezza minima 2,1 m (ottimale 4-5 m) per passaggio macchinari
  2. Spaziatura tra file ≥4 m (ottimale 6-8 m)
  3. Rapporto di copertura ≤50% per agrivoltaico avanzato
  4. Compatibilità colture con ombreggiamento previsto (analisi PAR)
  5. Verifica dimensioni e raggio di sterzata macchinari esistenti
  6. Integrazione sistema irrigazione senza interferenze
  7. Fondazioni a basso impatto (pali infissi preferibili)
  8. Cablaggio completamente interrato (≥80 cm profondità)
  9. Sistema di monitoraggio agricolo e microclimatico
  10. Piano di gestione integrata agricoltura-energia

Colture Compatibili con l'Agrivoltaico

La scelta delle colture è fondamentale per il successo di un impianto agrivoltaico. Non tutte le piante tollerano l'ombreggiamento parziale, e la compatibilità dipende da fattori come i requisiti di luce, il ciclo colturale, le esigenze di meccanizzazione e il valore economico della produzione.

Colture ad Alta Compatibilità

Le verdure a foglia rappresentano la categoria ideale per l'agrivoltaico: lattuga, spinaci, rucola, bietola e cicoria tollerano bene l'ombreggiamento parziale e spesso mostrano miglioramenti qualitativi sotto i pannelli. La riduzione dello stress termico estivo previene la prefioritura precoce (bolting) e mantiene le foglie più tenere. Studi hanno documentato aumenti di resa del 15-20% per lattuga e spinaci coltivati sotto ombreggiamento del 30-40%.

I piccoli frutti sono eccellenti candidati: fragole, lamponi, mirtilli e more beneficiano della protezione dai raggi solari diretti e dalle temperature elevate. Le fragole in particolare mostrano frutti di qualità superiore (più grandi, più dolci, meno scottature) sotto ombreggiamento moderato. La protezione dalla grandine è un vantaggio aggiuntivo significativo per queste colture ad alto valore.

Le erbe aromatiche come basilico, prezzemolo, menta, origano e timo si adattano molto bene all'agrivoltaico. L'ombreggiamento parziale mantiene le piante più compatte e aromatiche, riducendo lo stress idrico che può causare perdita di oli essenziali. Queste colture ad alto valore aggiunto per unità di superficie sono economicamente interessanti per piccole superfici.

Ortaggi tolleranti all'ombra come zucchine, fagiolini, piselli e alcune varietà di pomodori (specialmente ciliegini) possono essere coltivati con successo. La chiave è selezionare varietà specifiche e adattare le densità di impianto e le pratiche colturali alle condizioni di luce modificate.

Colture a Compatibilità Moderata

I vigneti possono essere integrati con sistemi agrivoltaici utilizzando pannelli verticali bifacciali installati tra i filari. Questa configurazione mantiene l'esposizione solare delle viti mentre produce energia. Esperienze in Francia e Italia hanno dimostrato che con progettazione attenta è possibile mantenere la qualità enologica delle uve. L'ombreggiamento moderato può addirittura migliorare alcuni parametri qualitativi riducendo l'eccessiva maturazione in annate molto calde.

I frutteti di mele, pere, ciliegie e albicocche richiedono progettazione più complessa ma sono fattibili. L'altezza delle strutture deve essere maggiore (5-6 metri) per permettere la crescita degli alberi e le operazioni di potatura e raccolta. La spaziatura deve essere ampia per garantire sufficiente luce alla chioma. Sistemi pilota in Alto Adige e Trentino stanno testando diverse configurazioni.

Le colture foraggere come erba medica, trifoglio e loietto tollerano l'ombreggiamento moderato e possono essere coltivate sotto pannelli elevati. La produzione di biomassa può ridursi del 10-20%, ma questo è spesso compensato dal reddito energetico. Queste colture hanno il vantaggio di richiedere poche lavorazioni meccaniche intensive.

Integrazione con l'Allevamento

Il pascolo ovino sotto i pannelli fotovoltaici è una delle applicazioni più promettenti dell'agrivoltaico. Le pecore mantengono l'erba bassa riducendo i costi di manutenzione, mentre i pannelli offrono ombra e protezione agli animali. Questa simbiosi è particolarmente efficace nelle regioni meridionali dove il calore estivo può stressare gli animali al pascolo. Densità di 3-5 pecore per ettaro sono tipiche.

L'allevamento avicolo all'aperto (polli, galline ovaiole) può beneficiare dell'ombreggiamento fornito dai pannelli. Gli animali preferiscono le zone ombreggiate durante le ore più calde, e la protezione dai predatori aerei è un vantaggio aggiuntivo. Sistemi di allevamento biologico o free-range trovano nell'agrivoltaico una soluzione per migliorare il benessere animale.

L'apicoltura si integra perfettamente con l'agrivoltaico: le arnie possono essere posizionate tra i pannelli, e la presenza di colture fiorite o strisce di fiori selvatici fornisce risorse per le api. Gli impollinatori beneficiano le colture circostanti, creando un circolo virtuoso. Molti progetti agrivoltaici includono specificamente habitat per impollinatori come parte della strategia di biodiversità.

Incentivi PNRR per l'Agrivoltaico 2026

Il Decreto Agrivoltaico (DM 22 dicembre 2023) rappresenta la più importante opportunità di finanziamento per lo sviluppo dell'agrivoltaico in Italia. Con una dotazione complessiva di 1,1 miliardi di euro, il decreto mira a installare 1,04 GW di potenza entro giugno 2026, nell'ambito della Missione 2 del PNRR dedicata alla transizione ecologica.

Struttura degli Incentivi

Il sistema incentivante prevede due componenti complementari che possono essere cumulati:

1. Tariffa incentivante sull'energia prodotta: una tariffa premio di 0,12-0,15 €/kWh viene riconosciuta per 20 anni su tutta l'energia elettrica prodotta e immessa in rete. Questa tariffa si aggiunge ai ricavi dalla vendita dell'energia sul mercato elettrico, garantendo un flusso di cassa stabile e prevedibile per due decenni. Per un impianto da 500 kWp che produce 700.000 kWh/anno, questo si traduce in 84.000-105.000 euro all'anno di incentivi.

2. Contributo in conto capitale: un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili dell'investimento, con priorità per le regioni del Sud Italia, le aree interne e i giovani agricoltori. Questo contributo riduce significativamente l'investimento iniziale richiesto, migliorando drasticamente la fattibilità economica dei progetti. Per un investimento di 700.000 euro, il contributo può raggiungere 280.000 euro.

Requisiti di Ammissibilità

Per accedere agli incentivi, gli impianti devono soddisfare i requisiti di "agrivoltaico avanzato":

  • Continuità dell'attività agricola: la produzione agricola deve mantenersi almeno al 70% del livello di riferimento pre-installazione. Questo requisito garantisce che l'agricoltura rimanga effettivamente l'attività primaria del terreno.
  • Requisiti tecnici: altezza minima 2,1 metri, spaziatura adeguata per macchinari, rapporto di copertura del suolo ≤50%, come dettagliato nella sezione progettazione.
  • Sistema di monitoraggio: installazione obbligatoria di sistemi per il monitoraggio continuo della produzione agricola, del microclima, del risparmio idrico e della produzione energetica. I dati devono essere trasmessi periodicamente al GSE.
  • Potenza massima: 1 MW per singola installazione. Impianti di potenza superiore non sono ammessi agli incentivi PNRR.
  • Soggetti ammissibili: imprenditori agricoli (singoli o associati), cooperative agricole, consorzi, società agricole. Anche soggetti non agricoli possono partecipare se stipulano accordi con imprenditori agricoli per la gestione dell'attività agricola.

Processo di Candidatura

L'accesso agli incentivi avviene attraverso procedure competitive gestite dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici):

  1. Registrazione sul portale GSE: i soggetti interessati devono registrarsi e presentare domanda durante le finestre temporali stabilite dal GSE. Le procedure sono a sportello o tramite aste competitive a seconda della potenza.
  2. Documentazione richiesta: progetto preliminare dell'impianto, piano colturale dettagliato, dati storici di produzione agricola, titolo di disponibilità del terreno, preventivi di spesa, dichiarazioni di conformità ai requisiti.
  3. Criteri di selezione: in caso di domande eccedenti la disponibilità, vengono applicati criteri di priorità che favoriscono progetti nelle regioni del Sud, aree interne, giovani agricoltori, agricoltura biologica, e progetti con maggiore integrazione agricoltura-energia.
  4. Tempistiche di realizzazione: gli impianti devono essere completati e connessi alla rete entro 24 mesi dall'ammissione agli incentivi, con possibili proroghe giustificate. Il mancato rispetto delle tempistiche comporta la decadenza dagli incentivi.
  5. Erogazione del contributo: il contributo in conto capitale viene erogato in più tranches collegate agli stati di avanzamento lavori (SAL), con saldo finale alla messa in esercizio dell'impianto.

Cumulabilità con Altri Incentivi

Gli incentivi PNRR per l'agrivoltaico possono essere cumulati con:

  • Finanziamenti agevolati per l'agricoltura (Ismea, banche convenzionate)
  • Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) regionali per investimenti aziendali
  • Credito d'imposta per investimenti nel Mezzogiorno
  • Agevolazioni fiscali per giovani agricoltori

La cumulabilità è soggetta a limiti complessivi stabiliti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato. È fondamentale verificare con consulenti specializzati la compatibilità delle diverse forme di sostegno per massimizzare i benefici senza violare i limiti normativi.

Costi e ROI di un Impianto Agrivoltaico

L'analisi economica di un impianto agrivoltaico è più complessa rispetto a un impianto fotovoltaico tradizionale, perché deve considerare sia i costi e ricavi energetici che quelli agricoli. Tuttavia, la doppia fonte di reddito e gli incentivi disponibili rendono questi investimenti economicamente molto interessanti.

Costi di Investimento

Il costo di un impianto agrivoltaico varia tipicamente tra 1.200 e 1.800 €/kWp, significativamente superiore ai 700-900 €/kWp degli impianti fotovoltaici a terra tradizionali. Questa differenza è dovuta principalmente alle strutture di supporto più complesse e all'altezza maggiore richiesta per la compatibilità agricola.

Ripartizione tipica dei costi:

  • Strutture di supporto elevate: 30-40% del costo totale (360-720 €/kWp). Le strutture devono essere sovradimensionate per resistere ai carichi di vento a maggiore altezza e garantire stabilità a lungo termine.
  • Moduli fotovoltaici e inverter: 35-45% (420-810 €/kWp). I moduli bifacciali, preferibili per l'agrivoltaico, hanno un costo leggermente superiore ai monofacciali ma offrono maggiore produzione.
  • Installazione e connessione alla rete: 15-20% (180-360 €/kWp). Include opere civili, cablaggio, cabine di trasformazione, allaccio alla rete elettrica.
  • Progettazione, autorizzazioni e monitoraggio: 5-10% (60-180 €/kWp). Include progettazione integrata agricola-energetica, pratiche autorizzative, sistema di monitoraggio obbligatorio per gli incentivi.

Per un impianto di riferimento da 500 kWp su circa 1 ettaro, l'investimento totale si aggira intorno a 600.000-900.000 euro, con una media di 700.000 euro per configurazioni standard con strutture elevate fisse.

Flussi di Ricavo

Un impianto agrivoltaico genera ricavi da tre fonti principali:

1. Vendita di energia elettrica: un impianto da 500 kWp in Italia centrale produce circa 700.000-750.000 kWh/anno. Con prezzi di mercato di 0,08-0,10 €/kWh, questo genera 56.000-75.000 euro/anno. Se si accede alla tariffa incentivante PNRR (0,12-0,15 €/kWh aggiuntivi), il ricavo energetico totale sale a 140.000-187.500 euro/anno.

2. Produzione agricola: il reddito agricolo dipende fortemente dal tipo di coltura. Per ortaggi ad alto valore come lattuga o fragole, un ettaro può generare 20.000-40.000 euro/anno di reddito netto. Per colture foraggere o pascolo, il reddito è più modesto (3.000-8.000 euro/anno) ma richiede meno lavoro. È fondamentale che la produzione agricola si mantenga almeno al 70% del livello pre-installazione per rispettare i requisiti degli incentivi.

3. Risparmio energetico aziendale: l'energia prodotta può essere autoconsumata per le operazioni aziendali (irrigazione, refrigerazione, trasformazione), riducendo i costi energetici. Per aziende con consumi significativi, questo risparmio può raggiungere 10.000-20.000 euro/anno.

Esempio di Calcolo ROI

Consideriamo un caso studio realistico per un'azienda agricola in Emilia-Romagna:

Investimento iniziale:

  • Impianto da 500 kWp su 1 ettaro
  • Costo totale: 700.000 euro
  • Contributo PNRR (40%): -280.000 euro
  • Investimento netto: 420.000 euro

Ricavi annuali:

  • Energia (700.000 kWh × 0,22 €/kWh con incentivi): 154.000 euro
  • Produzione agricola (ortaggi a foglia): 30.000 euro
  • Risparmio energetico aziendale: 8.000 euro
  • Totale ricavi annuali: 192.000 euro

Costi operativi annuali:

  • Manutenzione impianto fotovoltaico: 7.000 euro (1% investimento)
  • Costi agricoli (sementi, lavoro, irrigazione): 45.000 euro
  • Assicurazione e monitoraggio: 5.000 euro
  • Totale costi operativi: 57.000 euro

Flusso di cassa annuale netto: 192.000 - 57.000 = 135.000 euro

Periodo di ritorno dell'investimento (payback): 420.000 / 135.000 = 3,1 anni

Valore attuale netto (VAN) a 20 anni (tasso sconto 5%): circa 1,2 milioni di euro

Tasso interno di rendimento (TIR): circa 28%

Questi numeri dimostrano l'eccellente redditività degli impianti agrivoltaici con incentivi PNRR. Anche senza il contributo in conto capitale, il payback si allungherebbe a 5-7 anni, comunque molto interessante considerando la vita utile di 25-30 anni dell'impianto.

Confronto Economico: Fotovoltaico Tradizionale vs Agrivoltaico

Per lo stesso ettaro di terreno:

Fotovoltaico tradizionale a terra:

  • Potenza installabile: 800-1.000 kWp
  • Investimento: 640.000-900.000 euro
  • Ricavo annuale: solo energia (80.000-120.000 euro senza incentivi)
  • Produzione agricola: zero

Agrivoltaico con incentivi PNRR:

  • Potenza installabile: 500 kWp
  • Investimento netto: 420.000 euro (dopo contributo 40%)
  • Ricavo annuale: energia + agricoltura (192.000 euro)
  • Produzione agricola: mantenuta (30.000 euro nell'esempio)

L'agrivoltaico con incentivi risulta economicamente superiore nonostante la minore potenza installata, grazie al doppio flusso di reddito e al contributo in conto capitale che riduce drasticamente l'investimento iniziale.

Requisiti Normativi e Autorizzativi

La realizzazione di un impianto agrivoltaico richiede il rispetto di un quadro normativo complesso che integra la regolamentazione energetica con quella agricola e ambientale. La comprensione degli obblighi normativi è essenziale per evitare ritardi autorizzativi e garantire l'accesso agli incentivi.

Requisiti del Decreto Agrivoltaico

Il DM 22 dicembre 2023 stabilisce requisiti tecnici e gestionali stringenti per gli impianti che accedono agli incentivi. Oltre ai parametri dimensionali già discussi, il decreto impone:

  • Obbligo di monitoraggio continuo: devono essere installati sistemi per rilevare produzione agricola, risparmio idrico, continuità dell'attività agricola, recuperabilità del terreno, microclima e resilienza ai cambiamenti climatici. I dati devono essere trasmessi al GSE con cadenza almeno annuale.
  • Mantenimento della produzione agricola: la produzione deve rimanere almeno al 70% del valore di riferimento calcolato come media dei tre anni precedenti l'installazione. Il mancato rispetto comporta la revoca degli incentivi.
  • Reversibilità dell'impianto: deve essere garantita la possibilità di smantellare completamente l'impianto a fine vita ripristinando la piena capacità produttiva agricola del terreno.

Procedure Autorizzative

Gli impianti agrivoltaici seguono iter autorizzativi differenziati in base alla potenza:

  • Fino a 50 kW: Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) o comunicazione al Comune
  • Da 50 kW a 1 MW: Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) presso il Comune, con tempi di 30 giorni salvo richieste di integrazioni
  • Oltre 1 MW: Autorizzazione Unica (AU) presso la Regione, con procedimento più complesso che può richiedere 6-12 mesi

La documentazione richiesta include tipicamente: progetto definitivo dell'impianto, relazione paesaggistica, studio di impatto ambientale (se richiesto), piano colturale dettagliato, titolo di disponibilità del terreno, pareri degli enti competenti.

Valutazione di Impatto Ambientale

La Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è obbligatoria per impianti di potenza superiore a determinate soglie che variano a livello regionale (tipicamente 10-20 MW). Per impianti di dimensioni intermedie può essere richiesta una verifica di assoggettabilità a VIA (screening). Gli impianti agrivoltaici beneficiano spesso di procedure semplificate rispetto al fotovoltaico tradizionale, proprio per il minore impatto sul territorio.

Vincoli Territoriali e Pianificazione

È fondamentale verificare la compatibilità del progetto con:

  • Vincoli paesaggistici e culturali: aree protette, zone di interesse storico-artistico
  • Vincoli idrogeologici: aree a rischio frana o alluvione
  • Piani urbanistici comunali: destinazione d'uso del suolo
  • Normative regionali specifiche sull'agrivoltaico

Alcune Regioni hanno emanato linee guida specifiche per l'agrivoltaico che possono imporre requisiti aggiuntivi o semplificazioni rispetto alla normativa nazionale.

Connessione alla Rete Elettrica

La richiesta di connessione deve essere presentata al gestore di rete (Enel, E-Distribuzione o altri distributori locali) che valuta la fattibilità tecnica e definisce le modalità di allaccio. I tempi di connessione variano da 2-3 mesi per impianti piccoli fino a 12-18 mesi per impianti di grande taglia che richiedono potenziamenti della rete. I costi di connessione sono a carico del produttore e possono variare significativamente in base alla distanza dalla rete esistente e agli eventuali potenziamenti necessari.

Monitoraggio e Gestione dell'Impianto Agrivoltaico

La gestione di un impianto agrivoltaico richiede un approccio integrato che coordini le esigenze energetiche con quelle agricole. Il monitoraggio continuo è non solo un obbligo normativo per accedere agli incentivi, ma anche uno strumento essenziale per ottimizzare le prestazioni di entrambi i sistemi.

Sistemi di Monitoraggio Obbligatori

Il Decreto Agrivoltaico richiede il monitoraggio di sei parametri fondamentali:

  1. Produzione agricola: quantità e qualità dei prodotti raccolti, confrontati con i valori di riferimento pre-installazione. Questo include rese per ettaro, parametri qualitativi specifici delle colture, e documentazione fotografica periodica.
  2. Risparmio idrico: misurazione dei consumi d'acqua per irrigazione confrontati con appezzamenti di controllo senza pannelli o con dati storici. Contatori volumetrici dedicati permettono di quantificare il beneficio.
  3. Continuità dell'attività agricola: documentazione delle operazioni colturali effettuate (lavorazioni, semine, trattamenti, raccolti) per dimostrare che l'agricoltura rimane l'attività primaria.
  4. Recuperabilità del terreno: valutazioni periodiche della qualità del suolo (struttura, fertilità, contenuto di sostanza organica) per verificare che non ci sia degradazione.
  5. Microclima: sensori per temperatura dell'aria e del suolo, umidità relativa, radiazione PAR (fotosinteticamente attiva), velocità del vento. Questi dati permettono di comprendere come i pannelli modificano le condizioni di crescita.
  6. Resilienza ai cambiamenti climatici: valutazione degli effetti protettivi dell'impianto durante eventi estremi (ondate di calore, gelate, grandine, siccità).

I dati devono essere raccolti con frequenza almeno mensile e trasmessi al GSE annualmente. Sistemi di monitoraggio automatizzati con trasmissione dati in cloud semplificano notevolmente questo adempimento.

Best Practices di Gestione

La pianificazione delle rotazioni colturali deve considerare le condizioni di ombreggiamento: colture più tolleranti all'ombra nelle zone più ombreggiate, colture a pieno sole nelle aree più esposte. La variabilità spaziale della luce può essere sfruttata per diversificare la produzione.

La pulizia dei pannelli deve essere coordinata con il calendario agricolo per evitare interferenze con le operazioni colturali critiche. Sistemi di pulizia automatizzati o robotizzati riducono la necessità di interventi manuali. La frequenza di pulizia dipende dalle condizioni locali ma tipicamente 2-4 interventi all'anno sono sufficienti.

La gestione integrata dei parassiti deve considerare che l'ombreggiamento può modificare la pressione di alcune malattie fungine (aumentandola in caso di maggiore umidità) o di insetti (riducendola per specie che preferiscono il caldo). Monitoraggio attento e strategie preventive sono essenziali.

La pianificazione degli accessi per la manutenzione dell'impianto fotovoltaico deve minimizzare il disturbo alle colture. Percorsi dedicati e tempistiche concordate tra tecnici energetici e agricoli sono fondamentali.

Strumenti Digitali per la Gestione Agrivoltaica

Piattaforme software integrate permettono di gestire simultaneamente gli aspetti energetici e agricoli: monitoraggio della produzione fotovoltaica in tempo reale, allerte per malfunzionamenti, registrazione delle operazioni agricole, analisi dei dati microclimatici, generazione automatica dei report per il GSE. Investire in questi strumenti digitali semplifica notevolmente la gestione quotidiana e garantisce la conformità normativa.

Casi Studio: Agrivoltaico in Italia

L'analisi di progetti reali fornisce indicazioni preziose sulle sfide pratiche e i risultati ottenibili con l'agrivoltaico. Presentiamo tre casi studio rappresentativi di diverse applicazioni in contesti italiani.

Caso 1: Vigneto in Toscana con Pannelli Verticali

Un'azienda vinicola di 5 ettari in provincia di Siena ha installato un impianto da 300 kWp utilizzando pannelli bifacciali verticali orientati est-ovest tra i filari di vite. L'altezza dei pannelli (3 metri) permette le normali operazioni di potatura e vendemmia, mentre la configurazione verticale mantiene un'esposizione solare adeguata per le viti.

Risultati dopo due anni:

  • Produzione vinicola mantenuta al 92% rispetto alla media pre-installazione
  • Qualità delle uve migliorata nell'annata 2023 (molto calda): minore scottatura degli acini, maturazione più equilibrata
  • Produzione energetica: 420.000 kWh/anno, utilizzati per alimentare la cantina e venduti in rete
  • Risparmio idrico: 18% grazie alla ridotta evapotraspirazione

Lezioni apprese: la configurazione verticale è ideale per colture permanenti come vigneti e frutteti. La chiave del successo è stata la progettazione attenta della spaziatura per non compromettere l'insolazione delle viti.

Caso 2: Orticoltura in Emilia-Romagna con Strutture Elevate

Un'azienda ortofrutticola specializzata in verdure a foglia ha realizzato un impianto da 500 kWp su 1,2 ettari con strutture elevate a 4,5 metri. La configurazione permette il passaggio di tutti i macchinari agricoli e crea un ombreggiamento parziale ideale per lattuga, spinaci e rucola.

Risultati dopo tre anni:

  • Rese di lattuga aumentate del 12% rispetto ai campi di controllo, con qualità superiore (foglie più tenere, meno bolting estivo)
  • Estensione della stagione produttiva: coltivazione possibile anche nei mesi più caldi grazie alla protezione termica
  • Consumo idrico ridotto del 28%, con risparmio di oltre 2.000 m³ d'acqua all'anno
  • Produzione energetica: 700.000 kWh/anno, con ricavi energetici che superano i ricavi agricoli
  • ROI: investimento recuperato in 4 anni grazie agli incentivi PNRR

Lezioni apprese: le verdure a foglia sono colture ideali per l'agrivoltaico. L'investimento in strutture elevate di qualità è ripagato dai benefici agronomici e dalla facilità operativa. Il monitoraggio microclimatico ha permesso di ottimizzare le pratiche irrigue.

Caso 3: Pascolo Ovino in Sardegna

Un allevatore sardo ha installato 400 kWp su 2 ettari di pascolo con strutture a 2,5 metri di altezza. Le pecore pascolano liberamente sotto i pannelli, mantenendo l'erba bassa e riducendo i costi di manutenzione dell'impianto.

Risultati dopo due anni:

  • Benessere animale migliorato: le pecore cercano attivamente l'ombra dei pannelli nelle ore più calde, riducendo lo stress termico
  • Produzione di latte mantenuta costante, con leggero miglioramento nei mesi estivi
  • Crescita dell'erba più uniforme durante l'anno grazie alla protezione dall'eccessiva insolazione estiva
  • Azzeramento dei costi di sfalcio: le pecore mantengono l'erba alla giusta altezza
  • Produzione energetica: 560.000 kWh/anno, fornendo un reddito aggiuntivo significativo per l'azienda

Lezioni apprese: l'integrazione con l'allevamento ovino è una delle applicazioni più semplici e vantaggiose dell'agrivoltaico. La simbiosi tra animali e impianto riduce i costi di gestione di entrambi. Importante prevedere protezioni per i cavi elettrici a bassa quota.

Sfide e Soluzioni nell'Agrivoltaico

Nonostante i numerosi vantaggi, l'implementazione dell'agrivoltaico presenta alcune sfide che richiedono soluzioni specifiche. Comprendere questi ostacoli e le strategie per superarli è essenziale per il successo del progetto.

Sfida 1: Investimento Iniziale Elevato

Il costo per kWp dell'agrivoltaico è 50-100% superiore al fotovoltaico tradizionale, rendendo l'investimento iniziale proibitivo per molte aziende agricole.

Soluzioni:

  • Sfruttare il contributo PNRR del 40% che riduce drasticamente l'esborso iniziale
  • Accedere a finanziamenti agevolati per l'agricoltura (Ismea, banche convenzionate) con tassi ridotti e periodi di ammortamento lunghi
  • Considerare modelli di partnership con investitori energetici che finanziano l'impianto in cambio di una quota dei ricavi
  • Iniziare con impianti pilota di dimensioni ridotte per testare la fattibilità prima di investimenti maggiori

Sfida 2: Complessità Progettuale

La progettazione agrivoltaica richiede competenze sia energetiche che agronomiche, raramente presenti nello stesso professionista. Errori di progettazione possono compromettere la produzione agricola o energetica.

Soluzioni:

  • Affidarsi a team multidisciplinari che includano ingegneri energetici, agronomi e progettisti strutturali
  • Richiedere referenze e visitare impianti già realizzati dallo stesso progettista
  • Utilizzare software di simulazione per valutare l'ombreggiamento e l'impatto sulle colture prima della costruzione
  • Collaborare con centri di ricerca e università che studiano l'agrivoltaico per beneficiare delle conoscenze più aggiornate

Sfida 3: Compatibilità con Macchinari Esistenti

Le strutture fotovoltaiche possono limitare l'accesso dei macchinari agricoli, costringendo a modifiche operative costose o all'acquisto di nuove attrezzature.

Soluzioni:

  • Effettuare un rilievo dettagliato di tutti i macchinari utilizzati (dimensioni, raggio di sterzata, altezza) prima della progettazione
  • Progettare altezze e spaziature con margini di sicurezza rispetto alle dimensioni minime calcolate
  • Considerare l'adozione di pratiche colturali alternative che richiedano meno meccanizzazione intensiva
  • Valutare tecnologie emergenti come robot agricoli autonomi di dimensioni ridotte, ideali per operare in spazi ristretti

Sfida 4: Incertezza sulla Selezione delle Colture

La mancanza di dati sperimentali locali rende difficile prevedere con certezza come specifiche colture risponderanno all'ombreggiamento parziale.

Soluzioni:

  • Condurre test pilota su piccole superfici prima dell'installazione completa
  • Consultare la letteratura scientifica e i risultati di progetti simili in zone climatiche comparabili
  • Collaborare con enti di ricerca (CREA, università) che possono fornire supporto tecnico e monitoraggio scientifico
  • Mantenere flessibilità nel piano colturale per adattarsi ai risultati del primo anno di operatività

Sfida 5: Coordinamento tra Operazioni Agricole ed Energetiche

La gestione quotidiana richiede il coordinamento tra attività agricole (irrigazione, trattamenti, raccolto) e manutenzione dell'impianto fotovoltaico (pulizia pannelli, ispezioni, riparazioni).

Soluzioni:

  • Sviluppare un piano di gestione integrato che definisca chiaramente responsabilità e tempistiche
  • Utilizzare software di gestione aziendale che integri calendari agricoli ed energetici
  • Formare il personale agricolo sulle basi della gestione fotovoltaica e viceversa
  • Stipulare contratti di manutenzione con operatori specializzati che comprendano le esigenze agricole

Conclusione

L'agrivoltaico rappresenta una soluzione win-win che concilia le esigenze della transizione energetica con quelle della produzione alimentare, senza sacrificare terreno agricolo. Per gli agricoltori italiani, questa tecnologia offre l'opportunità di diversificare i redditi, aumentare la resilienza aziendale ai cambiamenti climatici, e contribuire attivamente alla sostenibilità ambientale.

Il 2026 rappresenta un'opportunità irripetibile grazie agli incentivi PNRR che rendono questi investimenti economicamente molto vantaggiosi. Con contributi fino al 40% dell'investimento e tariffe incentivanti per 20 anni, i tempi di ritorno si riducono a 3-5 anni, garantendo redditività eccellente per l'intera vita utile dell'impianto.

Il successo di un progetto agrivoltaico dipende crucialmente dalla qualità della progettazione: un approccio che metta l'agricoltura al centro, con strutture adeguate, spaziature corrette e selezione appropriata delle colture, garantisce che entrambe le produzioni possano prosperare. I casi studio presentati dimostrano che, con progettazione attenta, è possibile non solo mantenere ma addirittura migliorare le rese agricole beneficiando della protezione microclimatica offerta dai pannelli.

Per gli agricoltori interessati, il primo passo è una valutazione di fattibilità che consideri le caratteristiche specifiche dell'azienda: tipo di colture, dimensione dei terreni, disponibilità di connessione alla rete, vincoli territoriali. Affidarsi a professionisti esperti in progettazione agrivoltaica integrata è essenziale per evitare errori costosi e massimizzare i benefici.

L'agrivoltaico non è solo una tecnologia, ma una visione di agricoltura sostenibile e multifunzionale che risponde alle sfide del XXI secolo: cambiamento climatico, scarsità di risorse, necessità di decarbonizzazione. Investire oggi nell'agrivoltaico significa costruire aziende agricole più resilienti, redditizie e sostenibili per le generazioni future.

FAQ - Domande Frequenti sull'Agrivoltaico

1. L'agrivoltaico riduce la produzione agricola?

Non necessariamente. Con progettazione adeguata e selezione appropriata delle colture, la produzione può mantenersi al 70-100% dei livelli pre-installazione, come richiesto dal Decreto Agrivoltaico. Per colture tolleranti all'ombra come lattuga, spinaci e fragole, sono stati documentati addirittura aumenti di resa del 10-20% grazie alla protezione dallo stress termico e idrico. La chiave è progettare l'impianto partendo dalle esigenze agricole, non da quelle energetiche.

2. Quanto costa un impianto agrivoltaico per ettaro?

Per un impianto tipico da 500 kWp su 1 ettaro, il costo totale si aggira intorno a 600.000-900.000 euro (1.200-1.800 €/kWp). Tuttavia, con il contributo PNRR del 40%, l'investimento netto si riduce a 360.000-540.000 euro. Questo investimento viene tipicamente recuperato in 3-5 anni grazie ai ricavi combinati da energia e agricoltura, con redditività eccellente per i successivi 20-25 anni di vita dell'impianto.

3. Quali sono gli incentivi disponibili nel 2026?

Il Decreto Agrivoltaico (DM 22/12/2023) offre due incentivi cumulabili: (1) Contributo in conto capitale fino al 40% dell'investimento, erogato dal GSE in più tranches; (2) Tariffa incentivante di 0,12-0,15 €/kWh sull'energia prodotta per 20 anni, che si aggiunge ai ricavi dalla vendita dell'energia. Per un impianto da 500 kWp, questo si traduce in 280.000 euro di contributo iniziale più 84.000-105.000 euro all'anno di incentivi sulla produzione. La scadenza per l'installazione è giugno 2026.

4. Posso usare i miei macchinari agricoli normalmente?

Sì, se l'impianto è progettato correttamente. I requisiti minimi sono altezza di 2,1 metri e spaziatura di 4 metri tra le file, ma per operatività reale con trattori e attrezzature moderne si raccomandano 4-5 metri di altezza e 6-8 metri di spaziatura. È essenziale effettuare un rilievo dettagliato dei macchinari esistenti (larghezza, altezza, raggio di sterzata) prima della progettazione, per garantire che tutte le operazioni colturali possano continuare senza limitazioni.

5. Quali colture sono più adatte all'agrivoltaico?

Le colture più adatte sono quelle tolleranti all'ombra parziale: verdure a foglia (lattuga, spinaci, rucola, bietola), piccoli frutti (fragole, lamponi, mirtilli), erbe aromatiche (basilico, prezzemolo, menta), e alcuni ortaggi (zucchine, fagiolini). Anche vigneti e frutteti possono essere integrati con configurazioni specifiche (pannelli verticali). Per l'allevamento, il pascolo ovino e l'avicoltura all'aperto sono particolarmente compatibili. La scelta dipende dai requisiti di luce della coltura e dalle condizioni di ombreggiamento create dall'impianto.

6. Serve un'autorizzazione speciale?

L'iter autorizzativo dipende dalla potenza: fino a 50 kW è sufficiente una comunicazione o PAS al Comune; da 50 kW a 1 MW serve la Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) con tempi di circa 30 giorni; oltre 1 MW è necessaria l'Autorizzazione Unica regionale (6-12 mesi). Per accedere agli incentivi PNRR serve inoltre l'ammissione da parte del GSE, che verifica il rispetto dei requisiti tecnici di agrivoltaico avanzato. È importante verificare anche vincoli paesaggistici, idrogeologici e urbanistici locali.

7. L'agrivoltaico funziona con l'allevamento?

Assolutamente sì, anzi è una delle applicazioni più promettenti. Il pascolo ovino sotto i pannelli è particolarmente vantaggioso: le pecore mantengono l'erba bassa riducendo i costi di manutenzione, mentre i pannelli offrono ombra e protezione agli animali. Anche l'allevamento avicolo all'aperto (polli, galline) beneficia dell'ombreggiamento. L'apicoltura si integra perfettamente se si prevedono strisce fiorite tra i pannelli. Il benessere animale spesso migliora grazie alla protezione dal calore estivo e dalle intemperie.

8. Quanto dura un impianto agrivoltaico?

La vita utile di un impianto agrivoltaico è di 25-30 anni. I pannelli fotovoltaici mantengono almeno l'80% della potenza iniziale dopo 25 anni, mentre le strutture di supporto in acciaio zincato possono durare anche più a lungo con manutenzione adeguata. Gli inverter hanno vita più breve (10-15 anni) e vanno sostituiti una o due volte durante la vita dell'impianto. Importante: il decreto richiede che l'impianto sia completamente reversibile, permettendo il ripristino della piena capacità agricola del terreno a fine vita.

GSE - Agrivoltaico: Portale ufficiale del Gestore dei Servizi Energetici con informazioni su bandi, procedure e requisiti per accedere agli incentivi PNRR.

Decreto Agrivoltaico (DM 22/12/2023): Testo completo del decreto ministeriale che definisce requisiti tecnici, incentivi e procedure per l'agrivoltaico in Italia.

CREA - Ricerca Agrivoltaico: Pubblicazioni scientifiche e risultati sperimentali del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria su colture compatibili e best practices.

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