Prenota demo

Fotovoltaico a Terra: Guida 2026 a Permessi, Struttura e Costi

Guida operativa al fotovoltaico a terra in Italia: dove la legge lo consente, quale titolo abilitativo serve, come si dimensiona la struttura e quanto costa nel 2026.

Il fotovoltaico a terra è oggi il segmento che regge il mercato italiano: le grandi taglie valgono 13.036 MW, cioè il 30% dei 43.513 MW installati a fine 2025, e nel 2025 sono cresciute del 15% mentre il residenziale ha perso il 32% e il commerciale e industriale il 26% (Italia Solare, 2026). Per chi installa da anni su tetto, è il segnale che una parte del lavoro si sta spostando su terreni, cave dismesse e piazzali industriali.

Un impianto a terra però non è un impianto su tetto con staffe diverse. Cambia il regime autorizzativo, cambia la verifica strutturale delle fondazioni, cambia il modo di costruire il preventivo. Questa guida mette in fila le quattro cose che decidono se un progetto a terra sta in piedi: dove la legge lo consente, quale titolo abilitativo serve, come si dimensiona la struttura e quanto costa realizzarlo nel 2026.

Key Takeaways

  • Il fotovoltaico con moduli a terra è vietato nelle zone classificate agricole dai piani urbanistici dal 16 maggio 2024, con deroghe precise per CER, PNRR, cave e miniere dismesse.
  • La legge 4/2026 ha ridotto da 500 a 350 metri la fascia agricola attorno agli stabilimenti industriali che vale come area idonea.
  • Il Testo Unico FER (D.Lgs. 190/2024) ha ridotto i regimi da quattro a tre: attività libera, PAS e autorizzazione unica, con soglie di potenza definite negli allegati A, B e C.
  • Le fondazioni vibro-infisse sono fondazioni profonde: vanno verificate secondo il paragrafo 6.4.3 delle NTC 2018 e servono prove di sfilamento sul terreno reale.
  • I costi 2026 vanno da 600 a 700 €/kWp per impianti utility scale fino a 1.300 e 1.900 €/kW per impianti a terra di taglia media.

Dove si può installare il fotovoltaico a terra nel 2026?

Si può installare praticamente ovunque tranne nelle zone classificate agricole dai piani urbanistici, dove vale il divieto introdotto dal DL 63/2024 in vigore dal 16 maggio 2024 (Certifico, 2024). Restano quindi disponibili aree industriali, artigianali e commerciali, cave e miniere non in funzione, discariche chiuse, piazzali e aree di pertinenza produttiva.

Questo cambia il primo sopralluogo. Prima di misurare l'area o stimare la producibilità, la domanda da fare al committente è quale destinazione urbanistica ha la particella catastale. Un terreno che il proprietario chiama "incolto" resta zona agricola per il piano regolatore, e su quel terreno un impianto con moduli a terra non si può autorizzare.

Fotovoltaico su terreno agricolo: cosa vieta il DL 63/2024

L'articolo 5 del DL 63/2024 modifica il D.Lgs. 199/2021 e vieta le nuove installazioni con moduli collocati a terra nelle zone agricole, consentendo però modifica, rifacimento, potenziamento e integrale ricostruzione degli impianti esistenti purché non aumenti l'area occupata (INSIC, 2024).

Le deroghe sono l'aspetto che conta di più quando si valuta una commessa. Il divieto non opera per i progetti finalizzati alla costituzione di una Comunità energetica rinnovabile, per i progetti attuativi delle misure di investimento del PNRR e del Piano nazionale per gli investimenti complementari, e per gli impianti in cave e miniere non in funzione, abbandonate o in condizioni di degrado ambientale (DLA Piper, 2024).

Attenzione a come si racconta questa possibilità al cliente. La deroga CER non è un lasciapassare generico: serve che il progetto sia effettivamente finalizzato alla costituzione di una comunità energetica, con la configurazione documentata. Se il cliente vuole solo abbattere la bolletta della propria azienda agricola, la strada corretta è l'agrivoltaico o la copertura degli edifici esistenti, non un campo di moduli a terra. Su questo abbiamo raccolto le regole di progettazione nella guida all'agrivoltaico.

Aree idonee: cosa è cambiato con la legge 4/2026

La legge 4/2026, di conversione del decreto Energia, ha riscritto le distanze che qualificano le aree idonee intervenendo sul Testo Unico FER: per il fotovoltaico la fascia di area agricola attorno a stabilimenti e impianti industriali scende da 500 a 350 metri (LavoriPubblici, 2026).

L'elenco delle aree idonee per il solare comprende oggi le aree interne agli stabilimenti industriali non destinate a produzione agricola o zootecnica, le aree agricole entro 350 metri dagli stessi stabilimenti, le fasce entro 300 metri dalla rete autostradale, gli edifici e le loro pertinenze, le aree industriali, commerciali e logistiche, le coperture dei parcheggi, gli invasi artificiali e i laghi di cava (Edilportale, 2026).

Una precisazione tecnica utile in fase di offerta: il regime amministrativo dell'impianto è indipendente dalla qualifica di area idonea. Un impianto a terra fino a 5 MW in zona industriale, artigianale o commerciale ricade in attività libera anche senza che l'area sia stata qualificata come idonea, perché la disciplina dell'attività libera opera come norma speciale per le taglie minori (BibLus, 2026).

Quali permessi servono per un impianto a terra?

Il Testo Unico FER (D.Lgs. 190/2024), in vigore dal 30 dicembre 2024, ha ridotto i regimi da quattro a tre e li ha organizzati negli allegati A per l'attività libera, B per la procedura abilitativa semplificata e C per l'autorizzazione unica (BibLus, 2025). La soglia rilevante per il progettista è quindi la combinazione di potenza, destinazione urbanistica e presenza di vincoli.

Ecco come si traduce nella pratica per gli impianti a terra più comuni.

Configurazione / Regime / Note operative

  • Fino a 1 MW a terra a servizio di edifici esistenti fuori zona A Regime: Attività libera | Note operative: Modello unico da trasmettere al SUER
  • Fino a 5 MW a terra in aree industriali, artigianali o commerciali Regime: Attività libera | Note operative: Indipendente dalla qualifica di area idonea
  • Fino a 10 MW in aree idonee ex art. 20 D.Lgs. 199/2021 Regime: PAS | Note operative: Silenzio assenso a 30 giorni
  • Oltre le soglie PAS o in presenza di vincoli Regime: Autorizzazione unica | Note operative: Procedimento da chiudere in 90 giorni salvo VIA
  • Intervento in attività libera con vincolo paesaggistico o idrogeologico Regime: PAS con comunicazione | Note operative: Il vincolo fa salire il regime

Il punto che genera più contestazioni non è la soglia di potenza ma il vincolo. Quando l'intervento ricadrebbe in attività libera ma l'area ha vincoli paesaggistici, ambientali, idrogeologici, beni culturali o aree protette, si applica la PAS e resta comunque obbligatoria la comunicazione. Conviene chiedere un certificato di destinazione urbanistica aggiornato prima di firmare il contratto, non dopo. Le procedure per il fotovoltaico su edifici le abbiamo dettagliate nella guida ai permessi fotovoltaico.

Come si dimensiona la struttura del fotovoltaico a terra?

L'ancoraggio standard delle centrali multi megawatt è il palo infisso o la vite nel terreno, con fondazioni in calcestruzzo armato solo quando le caratteristiche del suolo non consentono l'infissione diretta (Ediltecnico, 2025). La lunghezza del palo dipende dai carichi di neve e vento e dalla portanza del terreno, quindi non è un dato che si copia da un progetto precedente.

Qui si concentra l'errore più costoso. Le fondazioni vibro-infisse vanno trattate come fondazioni profonde e verificate secondo il paragrafo 6.4.3 delle NTC 2018: un progetto è stato respinto dall'Area Geologia dell'Emilia Romagna proprio per il dimensionamento inadeguato dei carichi di neve e vento e per la configurazione delle fondazioni (Ingenio, 2025).

Prima dell'installazione servono indagini geotecniche che determinino la resistenza del terreno allo sfilamento del palo nelle condizioni di carico previste. La verifica è richiesta sia dal progettista strutturale sia, per gli impianti soggetti ad autorizzazione unica o PAS, dall'autorità competente. In cantiere questo significa mettere a budget una campagna di prove di pull out su un campione di pali, tipicamente prima dell'ordine della struttura, perché il risultato può cambiare lunghezza e sezione dei profili.

Il metodo di calcolo di neve e vento è lo stesso che si usa sui tetti, con azioni diverse per esposizione e altezza dal suolo. Chi lavora già con le NTC 2018 può partire dal calcolo dei carichi di neve e vento e adattare i coefficienti al caso a terra, dove i moduli lavorano come una vela isolata e non come un piano appoggiato alla falda.

Tracker o struttura fissa: quale conviene?

La struttura fissa a inclinazione costante resta la scelta prevalente sotto il megawatt, perché costa meno, richiede meno manutenzione e non introduce parti in movimento da gestire nel contratto di O&M. Il tracker a un asse aumenta la producibilità ma richiede terreno più regolare, corridoi di manutenzione più ampi e una gestione dei consumi ausiliari.

La variabile che decide è la producibilità specifica del sito. In Italia, con moduli orientati a sud e inclinati a 30 gradi, i valori indicativi PVGIS sono circa 1.100 e 1.250 kWh/kWp l'anno al Nord, 1.300 e 1.450 al Centro, 1.450 e 1.650 al Sud e nelle isole (Consulenza Tecnica di Parte, 2026). Su un sito del Sud il guadagno percentuale del tracker si traduce in molti più kWh assoluti, quindi il payback dell'extra costo si accorcia.

Sul passo tra le file conviene essere conservativi. Aumentare la distanza riduce l'ombreggiamento reciproco nelle ore di bassa altezza solare ma abbassa la densità di potenza per ettaro, e su terreni pagati a canone questa è una voce economica reale. Il criterio che usiamo nei sopralluoghi è verificare l'ombra al solstizio invernale, non l'ombra media annua, perché è lì che il layout mostra i suoi limiti. La logica di disposizione è quella della guida alle strutture e ai fissaggi.

Quanto costa un impianto fotovoltaico a terra?

Per il 2026 il riferimento di mercato per un impianto a terra su terreno si colloca tra 600 e 1.400 €/kWp, con il limite inferiore valido per gli impianti utility scale di taglia industriale, e valori di 600 e 700 €/kWp per gli impianti connessi in alta tensione grazie alle economie di scala su moduli, inverter e opere civili (Solare Industriale, 2026). Per impianti a terra di qualità di taglia media un riferimento intermedio è dell'ordine di 1.300 e 1.900 €/kW.

Taglia / Costo indicativo / Voci che pesano di più

  • 100 a 500 kW Costo indicativo: 1.300 a 1.900 €/kW | Voci che pesano di più: Opere civili, recinzione, cabina
  • 1 a 10 MW Costo indicativo: 800 a 1.200 €/kWp | Voci che pesano di più: Connessione MT, strutture, trasporti
  • Oltre 10 MW Costo indicativo: 600 a 700 €/kWp | Voci che pesano di più: Connessione AT, oneri di sviluppo

Nel preventivo a terra ci sono tre voci che su tetto non esistono e che vengono spesso dimenticate: la campagna geotecnica, la recinzione con impianto antintrusione e le opere di regimazione delle acque. A queste si aggiunge il costo di sviluppo autorizzativo, che per un progetto in autorizzazione unica può richiedere mesi di lavoro tecnico prima di qualsiasi ricavo.

Connessione e adempimenti dopo il montaggio

La domanda di connessione segue le regole ordinarie: sotto le soglie di bassa tensione si applica il percorso semplificato, mentre gli impianti in media e alta tensione passano dal preventivo del gestore di rete con i tempi e le garanzie previsti dal TICA. Il censimento su GAUDÌ resta un passaggio obbligato per l'entrata in esercizio, e i dati inseriti devono coincidere con quelli dichiarati in fase di connessione.

Nella nostra esperienza il ritardo più frequente non è tecnico ma documentale: schema unifilare non aggiornato dopo una variante di layout, oppure dati di targa degli inverter diversi da quelli censiti. Conviene bloccare la distinta materiali prima di caricare i dati. Il percorso completo è nella guida alla connessione dell'impianto fotovoltaico.

Quando il progetto a terra è alternativo a una copertura, il confronto economico va fatto sullo stesso perimetro di costi: un impianto su capannone evita canone del terreno, recinzione e opere civili, e spesso vince nonostante la superficie minore, come mostra la guida al fotovoltaico su capannone industriale. Chi gestisce più preventivi a terra in parallelo può usare un software di progettazione come Reonic per tenere allineati layout, producibilità e distinta materiali.

Domande frequenti

Il fotovoltaico a terra è ancora vietato sui terreni agricoli nel 2026?

Sì. Il divieto introdotto dal DL 63/2024 resta in vigore per le nuove installazioni con moduli a terra nelle zone classificate agricole dai piani urbanistici. Sono ammessi interventi su impianti esistenti che non aumentino l'area occupata, e restano le deroghe per progetti CER, misure PNRR e aree di cava o miniera dismesse.

Che potenza posso realizzare in attività libera?

Dipende dalla destinazione dell'area. Fino a 1 MW a terra a servizio di edifici esistenti fuori zona A e fino a 5 MW a terra in aree industriali, artigianali e commerciali si resta in attività libera con il modello unico al SUER. La presenza di vincoli fa salire il regime a PAS anche sotto queste soglie.

Serve il calcolo strutturale per un impianto a terra?

Sì, sempre. Le fondazioni infisse sono considerate fondazioni profonde e vanno verificate secondo il paragrafo 6.4.3 delle NTC 2018, con carichi di neve e vento calcolati per il sito specifico e prove geotecniche di sfilamento. Progetti privi di queste verifiche sono stati respinti dagli enti competenti.

Quanto terreno serve per 1 MW a terra?

Con strutture fisse e passo tra le file dimensionato sull'ombreggiamento invernale, l'occupazione tipica è nell'ordine di 1,5 a 2 ettari per MW, che sale con i tracker per i corridoi di manutenzione. Il valore esatto dipende da latitudine, inclinazione scelta e pendenza del terreno.

Le aree idonee riducono i tempi di autorizzazione?

Sì. In area idonea il parere in materia paesaggistica è obbligatorio ma non vincolante e i tempi del procedimento di autorizzazione unica si riducono di un terzo. La legge 4/2026 ha inoltre ampliato l'elenco delle aree idonee includendo fasce autostradali, coperture di parcheggi, invasi artificiali e laghi di cava.

Prenota una demo. Scopri tutti i prodotti e le funzionalità.

In una presentazione personale del prodotto, ti mostreremo tutti i prodotti e le funzionalità. Gratuito, senza impegno e su misura per la tua azienda e le tue esigenze.

Prenota una demo