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Energy Manager: Obbligo di Nomina, Soglie e Scadenze 2026

Chi deve nominare l'energy manager, quali sono le soglie in tep, come si comunica la nomina alla FIRE e cosa cambia con la direttiva EED 2023/1791.

L'energy manager è il responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia. La nomina è obbligatoria oltre i 10.000 tep annui per l'industria e oltre i 1.000 tep per gli altri settori. Nel 2024 la FIRE ha registrato 2.571 nomine, di cui 1.752 da soggetti obbligati e 819 volontarie (FIRE, 2026). Per un installatore quel numero è una lista di interlocutori tecnici.

La differenza tra vendere a un ufficio acquisti e parlare con un energy manager è sostanziale. Il primo confronta prezzi al kW, il secondo ragiona su tep risparmiati, tempo di ritorno e curva di carico. Chi propone fotovoltaico, accumulo o pompe di calore al comparto industriale incontra questa figura sempre più spesso, e conviene sapere cosa la legge le chiede.

Punti chiave

  • Le soglie di obbligo sono 10.000 tep annui per il settore industriale e 1.000 tep per civile, terziario e trasporti.
  • La comunicazione della nomina va trasmessa entro il 30 aprile di ogni anno tramite la piattaforma NEMO gestita dalla FIRE.
  • L'energy manager non deve necessariamente essere certificato EGE, ma nel 2025 il 17% degli energy manager interni lo era (FIRE, 2026).
  • La direttiva EED 2023/1791 sposta l'obbligo di diagnosi sul consumo totale in TJ e introduce l'obbligo di ISO 50001 oltre 85 TJ annui.
  • A dicembre 2025 risultavano caricate nel portale ENEA 671 diagnosi energetiche da 438 soggetti obbligati (ENEA, 2026).

Chi è obbligato a nominare l'energy manager?

Sono obbligati i soggetti che superano 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio annue nel settore industriale e 1.000 tep annue nei settori civile, terziario e trasporti. L'obbligo nasce dall'articolo 19 della legge 10/1991 e resta in vigore, con la comunicazione annuale gestita dalla FIRE su incarico del Ministero (FIRE, 2026).

Tradotto in numeri utili in fase commerciale, 1.000 tep corrispondono a circa 11,6 GWh di energia primaria. Una struttura terziaria con consumo elettrico annuo intorno ai 4-5 GWh, quindi un grande centro commerciale, un ospedale o un polo logistico refrigerato, entra facilmente nella soglia. Nell'industria la barriera dei 10.000 tep seleziona invece impianti energivori veri.

Chi resta sotto le soglie può nominare l'energy manager su base volontaria, e nel 2024 lo hanno fatto 819 soggetti. Sono spesso aziende medie che hanno già avviato un percorso di efficientamento e vogliono una figura che lo presidi. Per un installatore sono i clienti più pronti all'acquisto, perché la decisione tecnica è già stata istruita internamente.

  • Industria Soglia di obbligo: 10.000 tep/anno | Riferimento normativo: art. 19 legge 10/1991 | Adempimento annuale: comunicazione entro il 30 aprile
  • Civile e terziario Soglia di obbligo: 1.000 tep/anno | Riferimento normativo: art. 19 legge 10/1991 | Adempimento annuale: comunicazione entro il 30 aprile
  • Trasporti Soglia di obbligo: 1.000 tep/anno | Riferimento normativo: art. 19 legge 10/1991 | Adempimento annuale: comunicazione entro il 30 aprile
  • Sotto soglia Soglia di obbligo: nessun obbligo | Riferimento normativo: nomina volontaria | Adempimento annuale: comunicazione facoltativa

Quali sono le soglie in tep e come si calcolano?

Il tep è l'unità che aggrega vettori energetici diversi: un tep vale circa 11,63 MWh di energia primaria. Il calcolo somma energia elettrica, gas naturale, gasolio, GPL e calore acquistato, ciascuno con il proprio fattore di conversione. Il perimetro è il soggetto giuridico nel suo insieme, non il singolo stabilimento.

Questo dettaglio genera parecchi errori. Un gruppo con dieci punti vendita da 120 tep ciascuno supera la soglia dei 1.000 tep pur non avendo nessun sito energivoro. Al contrario, uno stabilimento manifatturiero grande può restare sotto i 10.000 tep se gran parte del processo è a freddo.

Per il fattore di conversione dell'energia elettrica conviene usare quello ufficiale in vigore nell'anno di riferimento, perché è cambiato più volte. Nella pratica un consumo elettrico annuo di 11,6 GWh vale circa 1.000 tep con un fattore di 0,187 tep per MWh. Il valore corretto va comunque verificato ogni anno prima di firmare un conteggio.

Come si effettua la nomina e entro quando?

La comunicazione va trasmessa entro il 30 aprile di ogni anno, con riferimento ai consumi dell'anno precedente (Certifico, 2026). Il canale è esclusivamente telematico, tramite la piattaforma NEMO (PMI.it, 2026). La FIRE gestisce le nomine per conto del Ministero e pubblica ogni anno il rapporto statistico.

L'energy manager può essere interno o esterno all'organizzazione. Nel 2025 risultavano 1.466 nomine di soli professionisti interni, 369 di soli esterni e 31 casi con entrambe le figure (FIRE, 2026). Le nomine dalla Pubblica Amministrazione sono state solo 190 nel 2024, e questo dato dice molto sul potenziale inespresso del comparto pubblico.

Non serve una certificazione obbligatoria per essere nominati, ma servono competenze tecniche verificabili. Il soggetto nominante resta responsabile della scelta, quindi in pratica cerca profili con esperienza documentata su diagnosi, monitoraggio e progetti di efficientamento.

Energy manager, EGE e ISO 50001: quali sono le differenze?

L'energy manager è una nomina di legge, l'EGE è una certificazione di persona e la ISO 50001 è una certificazione di sistema. Le tre cose convivono ma non si sostituiscono. L'Esperto in Gestione dell'Energia è certificato secondo la UNI CEI 11339, revisionata nel 2023, da organismi accreditati Accredia tra cui SECEM, interno alla FIRE (Elettrico Magazine, 2026).

La sovrapposizione è parziale e i numeri lo confermano. Tra gli energy manager interni nominati nel 2025, soltanto 256 su circa 1.500 possedevano la certificazione EGE, cioè il 17%. Tra i soggetti con energy manager nominato e sistema ISO 50001 certificato si contavano circa 397 organizzazioni.

Perché conta in fase di offerta. L'EGE è il profilo abilitato a firmare le diagnosi energetiche obbligatorie e a gestire pratiche di Certificati Bianchi. Se il cliente ha una ISO 50001 attiva, ogni intervento proposto entra nel suo ciclo di miglioramento documentato. La richiesta di dati di monitoraggio sarà quindi più stringente del solito.

Cosa cambia con la direttiva EED 2023/1791

La direttiva europea 2023/1791 sostituisce il criterio dimensionale dell'impresa con quello del consumo energetico complessivo, considerando tutti i vettori. Le imprese tra 10 e 85 TJ annui devono svolgere una diagnosi energetica quadriennale. Oltre 85 TJ annui scatta l'obbligo di adottare un sistema di gestione conforme alla ISO 50001 (Certimac, 2026).

Le scadenze sono le due date da segnare. Le nuove imprese che superano i 10 TJ annui devono completare la prima diagnosi entro l'11 ottobre 2026. L'obbligo di ISO 50001 certificata per chi supera 85 TJ scatta invece entro l'11 ottobre 2027, con corredo di analisi energetica e verifica da organismo indipendente.

L'Italia non ha rispettato la scadenza dell'11 ottobre 2025 per il recepimento. Alla data attuale il decreto legislativo risulta in bozza e non pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Certimac, 2026). Questo va detto ai clienti senza drammatizzare: l'impostazione europea è definita, i termini interni possono slittare.

  • sotto 10 TJ/anno Obbligo previsto dalla EED: nessun obbligo di diagnosi | Prima scadenza: non applicabile
  • tra 10 e 85 TJ/anno Obbligo previsto dalla EED: diagnosi energetica quadriennale | Prima scadenza: 11 ottobre 2026 per i nuovi obbligati
  • oltre 85 TJ/anno Obbligo previsto dalla EED: sistema di gestione ISO 50001 certificato | Prima scadenza: 11 ottobre 2027
  • tutti gli obbligati Obbligo previsto dalla EED: piano d'azione per l'efficienza energetica | Prima scadenza: secondo decreto di recepimento

Quante diagnosi energetiche vengono davvero presentate?

A dicembre 2025 risultavano caricate nel portale ENEA 671 diagnosi energetiche da 438 soggetti obbligati (ENEA, 2026). È un calo del 20% sul 2024, coerente con la ciclicità quadriennale del meccanismo. Circa il 65% riguarda il comparto manifatturiero.

Il dato più interessante per chi vende impianti è il divario tra potenziale e realizzato. Gli interventi effettivamente realizzati hanno generato circa 29,7 ktep annui di risparmio di energia primaria, contro un potenziale complessivo di 68,2 ktep annui individuato nelle diagnosi. Più della metà del risparmio identificato resta sulla carta.

Gli Esperti in Gestione dell'Energia hanno redatto circa il 64% delle diagnosi, il resto è stato predisposto da ESCo. Quel 64% indica dove sta la relazione: chi presidia il documento tecnico presidia anche la priorità degli interventi che ne derivano.

Cosa succede se non si nomina l'energy manager?

La mancata comunicazione espone il soggetto obbligato a contestazioni e complica l'accesso a diversi meccanismi di incentivo. La presenza della figura è infatti spesso richiesta o valorizzata nella documentazione tecnica. Non esiste però una sanzione pecuniaria automatica come quella prevista per la diagnosi energetica omessa.

Il rischio concreto è di natura diversa. Senza energy manager nominato l'azienda non ha un titolare interno del dato energetico, e questo si vede subito nella qualità delle informazioni disponibili. Chi arriva a fare un sopralluogo trova bollette in PDF sparse e nessuna curva di carico quartoraria.

Nella nostra esperienza il primo indicatore della bancabilità di un progetto industriale non è il bilancio, è la disponibilità dei dati di consumo a quarto d'ora. Se il cliente li ha, il dimensionamento del peak shaving o dell'accumulo si fa in due giorni. Se non li ha, servono prima tre mesi di monitoraggio.

Come lavorare con un energy manager come installatore

L'energy manager valuta le proposte su tre parametri: tep risparmiati, tempo di ritorno e impatto sulla continuità di processo. Un'offerta che parla solo di kWp installati e di prezzo per kW non entra nella sua griglia decisionale. Conviene tradurre subito la proposta nelle sue unità di misura.

In pratica significa allegare al preventivo il profilo di autoconsumo atteso, non solo la producibilità annua. Le metodologie sono trattate nella guida al calcolo dell'autoconsumo fotovoltaico e, per i casi industriali, nella guida al fotovoltaico su capannone. Sul fronte accumulo il riferimento è la panoramica sui sistemi BESS industriali.

La diagnosi energetica resta il miglior punto di ingresso commerciale, perché contiene già la lista degli interventi che il cliente considera prioritari. L'approccio è descritto nella guida alla diagnosi energetica come strumento commerciale, mentre le leve fiscali per il comparto produttivo sono raccolte nella guida al Piano Transizione 5.0. Per tenere insieme dati di consumo, dimensionamento e offerta su questo tipo di clienti usiamo Reonic.

Domande frequenti

L'energy manager è obbligatorio per tutte le aziende?

No. L'obbligo scatta oltre 10.000 tep annui nel settore industriale e oltre 1.000 tep annui in civile, terziario e trasporti. Sotto queste soglie la nomina è volontaria, e nel 2024 819 soggetti hanno scelto di farla comunque. Il perimetro di calcolo è il soggetto giuridico nel suo complesso, non il singolo sito produttivo.

Entro quando va comunicata la nomina dell'energy manager?

Entro il 30 aprile di ogni anno, con riferimento ai consumi dell'anno precedente, esclusivamente per via telematica sulla piattaforma NEMO gestita dalla FIRE per conto del Ministero. La comunicazione va rinnovata annualmente anche quando la persona nominata resta la stessa, perché è l'adempimento a essere annuale.

Serve la certificazione EGE per essere nominato energy manager?

No, la certificazione UNI CEI 11339 non è un requisito per la nomina. Nel 2025 solo il 17% degli energy manager interni la possedeva al momento dell'incarico. L'EGE è però necessario in altri contesti, per esempio per firmare diagnosi energetiche obbligatorie e per la gestione di alcune pratiche di Certificati Bianchi.

Qual è la differenza tra diagnosi energetica e ISO 50001?

La diagnosi energetica è un'analisi periodica che fotografa i consumi e individua interventi di miglioramento. La ISO 50001 è un sistema di gestione permanente, certificato da un organismo indipendente, che struttura il miglioramento continuo. Con la direttiva EED la prima si applica tra 10 e 85 TJ annui, la seconda oltre 85 TJ.

L'obbligo di diagnosi energetica è già cambiato nel 2026?

L'impostazione europea è definita dalla direttiva 2023/1791, ma l'Italia non ha recepito entro l'11 ottobre 2025 e il decreto risulta ancora in bozza. Le soglie in TJ e le scadenze dell'11 ottobre 2026 e 2027 sono quelle attese, e vanno confermate alla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.

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