Fotogrammetria e fotovoltaico: perché i rilievi 3D stanno cambiando la progettazione dei tetti
La fotogrammetria è una tecnologia che negli ultimi anni ha conosciuto una diffusione rapida e trasversale, trasformando il modo in cui edifici, superfici e ambienti vengono rilevati e analizzati. Se in passato era utilizzata principalmente in ambiti come la cartografia, l’archeologia o l’ingegneria civile, oggi la fotogrammetria è diventata uno strumento centrale anche nella progettazione di impianti fotovoltaici.
Il motivo è semplice: progettare un impianto fotovoltaico efficace richiede una conoscenza estremamente accurata del tetto, delle sue geometrie, delle inclinazioni, degli ostacoli e delle ombreggiature. La fotogrammetria consente di ottenere tutte queste informazioni in modo digitale, rapido e con una precisione che arriva al centimetro, riducendo drasticamente l’incertezza tipica dei rilievi tradizionali.
Cos’è la fotogrammetria e perché è così rilevante oggi
La fotogrammetria è una tecnica di rilievo che permette di ricostruire forma, posizione e dimensioni di oggetti reali partendo dall’analisi di immagini fotografiche. Scattando più fotografie dello stesso oggetto da angolazioni diverse e analizzando i punti in comune tra le immagini, è possibile calcolare la posizione tridimensionale di ogni elemento visibile e generare un modello 3D fedele alla realtà.
Ciò che rende la fotogrammetria particolarmente interessante oggi è la combinazione tra accessibilità tecnologica e potenza di calcolo. L’evoluzione delle fotocamere digitali, l’utilizzo dei droni e la disponibilità di software in grado di elaborare grandi quantità di dati hanno reso questa tecnologia più semplice da utilizzare, più veloce e molto più economica rispetto al passato.
In un contesto come quello dell’energia solare, dove la precisione del progetto incide direttamente su prestazioni, costi e affidabilità dell’impianto, la fotogrammetria rappresenta un cambio di paradigma.
Come funziona la fotogrammetria da drone
Il principio alla base della fotogrammetria è rigorosamente geometrico. Il processo inizia con l’acquisizione di una serie di fotografie sovrapposte, generalmente scattate da un drone che sorvola l’edificio seguendo un percorso pianificato. La sovrapposizione tra le immagini è fondamentale: consente al software di riconoscere gli stessi punti in più foto e di metterli in relazione tra loro.
Una volta caricate le immagini, il software identifica automaticamente migliaia di punti comuni e applica un processo di triangolazione, calcolando la posizione esatta di ciascun punto nello spazio tridimensionale. In questa fase viene generata una prima rappresentazione geometrica dell’edificio, nota come nuvola di punti.
Successivamente, questi punti vengono collegati tra loro per creare una superficie continua, la cosiddetta mesh, sulla quale vengono poi applicate le texture fotografiche originali. Il risultato finale è un modello 3D realistico, che riproduce fedelmente il tetto, le superfici, le inclinazioni e gli elementi presenti.
È importante sottolineare che la fotogrammetria non si basa su algoritmi di intelligenza artificiale, ma su calcoli matematici derivati da dati reali. Questo aspetto la rende particolarmente affidabile dal punto di vista tecnico e adatta a contesti progettuali dove la precisione è fondamentale.

Perché la fotogrammetria è un vantaggio concreto nel fotovoltaico
Nel settore fotovoltaico tradizionale, il rilievo del tetto avviene spesso tramite sopralluoghi manuali, misurazioni approssimative e fotografie bidimensionali. Questo approccio, oltre a richiedere tempo e risorse, espone il progetto a errori che emergono solo in fase di installazione.
La fotogrammetria introduce un approccio completamente diverso. Il tetto viene acquisito una sola volta e trasformato in un modello digitale che può essere analizzato, misurato e utilizzato in ogni fase successiva del progetto. Superfici, falde, colmi, camini, lucernari e ostacoli diventano immediatamente visibili e misurabili.
Uno dei principali benefici della fotogrammetria applicata al fotovoltaico è la continuità del flusso di lavoro. Il modello 3D generato a partire dalle immagini del drone diventa la base su cui si costruisce l’intero progetto.
Il progettista può definire le superfici utili del tetto, scegliere i moduli, configurare stringhe e inverter e valutare l’impatto estetico e funzionale dell’impianto direttamente sul modello digitale. Tutto questo avviene senza dover tornare fisicamente sul posto e con un livello di dettaglio che difficilmente sarebbe raggiungibile con metodi tradizionali.
Dal punto di vista commerciale, la fotogrammetria migliora anche la comunicazione con il cliente finale. Un modello 3D realistico rende il progetto comprensibile anche a chi non ha competenze tecniche, aumentando la fiducia e riducendo le incertezze in fase decisionale.

Buone pratiche per risultati affidabili
Come ogni tecnologia di rilievo, anche la fotogrammetria richiede attenzione. La qualità del risultato dipende in larga misura dalla corretta acquisizione delle immagini. Una buona sovrapposizione tra le foto, condizioni di luce uniformi e un percorso di volo ben pianificato sono elementi fondamentali per ottenere modelli 3D accurati.
Quando questi aspetti vengono gestiti correttamente, la fotogrammetria diventa uno strumento estremamente affidabile, capace di restituire una rappresentazione digitale del tetto che può essere utilizzata per tutta la vita del progetto.
Conclusione
La fotogrammetria sta ridefinendo il modo in cui vengono progettati gli impianti fotovoltaici. Trasformando semplici immagini in modelli 3D precisi e realistici, questa tecnologia consente di lavorare meglio, più velocemente e con maggiore consapevolezza.
In un settore in cui precisione, efficienza e chiarezza progettuale fanno la differenza, la fotogrammetria non è più solo un’opzione avanzata, ma una componente sempre più centrale della progettazione fotovoltaica moderna.
FAQs
Serve l’intelligenza artificiale per la fotogrammetria?
No, la fotogrammetria si basa su calcoli geometrici e dati reali.
Si può usare la fotogrammetria con un drone commerciale?
Sì, molti droni consumer offrono risultati eccellenti se usati correttamente. Tuttavia i migliori droni per creare modelli 3D con la fotogrammetria sono quelli con la funzionalità Hyperlapse come DJI Mavic 4 Pro, DJI Air 3, DJI Mini 4 Pro.
Quanto tempo serve per ottenere un modello 3D?
In generale da pochi minuti a qualche ora, a seconda del software e della complessità. Con Reonic, impieghi meno di un'ora per tutto il processo: dal volo del drone alla creazione 3D.
La fotogrammetria è adatta a edifici complessi?
Assolutamente sì, soprattutto con riprese multiple e da diverse altezze.
I dati fotogrammetrici sono riutilizzabili?
Sì, possono essere archiviati e analizzati in qualsiasi momento.








